Le parole, belle o brutte, significative o insignificanti, pie o empie che siano, sono fatte della combinazione di poche lettere, poco più di una ventina. Per tutta la vita, quasi tutta, mi sono adoperato per trovare parole belle, chiare, eppure non pedestri, non
logorate dall’uso. Mentre le trovo, raffino i miei scritti, i miei discorsi e correggo me stesso.
Anche le cose constano della combinazioni di particelle: gli elementa di Lucrezio. Le cose sono le cause delle nostre percezioni. Del resto le percezioni a loro volta causano pensieri e sentimenti forieri di altre parole. Su queste possiamo intervenire come ho già detto, mentre sulla disposizione delle particelle insite nelle cose non è possibile all’uomo comune quale sono io. Sicché agisco spostando, togliendo o aggiungendo lettere nelle parole già scritte, talora abolendo alcune espressioni fiacche, certe pagine noiose, e sostituendole con altre. Di fatto sono un cultore dei verba e del Verbum e mi impiego, mi adopero per la verità e la bellezza di ogni parola che scrivo. Delle cose invece mi avvalgo facendone uso. Cerco di non lasciarmi usare dalle cose né dalle parole bugiarde che le pubblicizzano.
Villa Fastiggi di Pesaro, 8 agosto 2025 ore 12, 48. giovanni ghiselli
p. s.
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