Sarebbe festa perché iniziano le Olimpiadi invernali in mezzo a uno spreco di soldi, di salamelecchi tra i potenti, di pomposità d’ogni tipo. Un’offesa alla miseria di molti.
Intanto la guerra continua con atti di terrorismo da una parte e dall’altra.
Queste Olimpiadi non c’entrano niente con quelle antiche soppresse da Teodosio nel 393 dopo Cristo.
Tanto sfarzo cerca di nascondere il fatto che milioni di italiani sono poveri e non pochi tra questi muoiono ogni anno lavorando per stipendi da fame. Uno anche oggi. I politici italiani invece di mettersi in mostra corteggiando gli atleti delle prossime gare e omaggiando i potenti del mondo dovrebbero recarsi nelle povere case dei lavoratori morti che lasciano mogli e figli più poveri che mai. Gesù Cristo avrebbe fatto questo.
Meno male che il Papa ha invocato la pace. Le Olimpiadi antiche significavano sospensione delle guerre prima di tutto.
Bologna 6 febbraio 2026 ore 19, 36.
p. s
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