venerdì 6 febbraio 2026

Seneca Epistola 39. Non tutti i piaceri sono vantaggiosi, sicché dobbiamo individuare quelli nocivi e scartarli.


Magni animi est magna contemnere ac mediocria malle quam nimia; illa

enim utilia vitaliaque sunt, at haec eo quod superflŭunt nocent (39, 4), è segno di magnanimità disprezzare le grandi apparenze e preferire i beni modesti a quelli eccessivi; quelli infatti sono utili e favoriscono la vita,  mentre questi proprio perché straripano nuocciono.

Necessaria metītur utilitas , l’utilità misura il necessario (39, 5).

Quelli abituati al supefluo serviunt voluptatibus, non fruuntur,  et mala sua, quod malorum ultimum est, et amant (39, 6), sono servi del piacere, non ne traggono frutto, e amano i prori mali, cosa che è il male estremo

Et desinit esse remedio  locus ubi quae fuerant vitia mores sunt (6) e non c’è più verso di rimediare quando quelli che erano stati vizi diventano costumi, modo di vivere.

Un piacere ci fa bene quando accresce la nostra contentezza, la forza, la salute e incrementa le nostre possibilità di vita. Ci fa male quando succede il contrario. Questo vale anche per le persone da frequentare o da evitare.

Bologna 6 febbraio 2026 ore 18, 14 giovanni ghiselli

p. s.

C’è ancora luce nel cielo: giornate lunghe. Queste sono una cosa buona e danno un piacere sano perché accrescono le nostre scelte di vita che sono invece ristrette dal buio e dal gelo di dicembre

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