venerdì 6 febbraio 2026

What bloody man is that? (Shakespeare, Macbeth, I, 2), chi è quell’uomo insanguinato?


 

Dopo avere mostrato per decine di volte l’agente preso a calci pugni e martellate da un gruppo di delinquenti, ieri hanno fatto vedere anche un anziano dalla testa insanguinata. Sembrava, ma è stato appena  accennato, che fosse stato picchiato dalla polizia.

Se è così, come pare, anche questa violenza va punita.

Se lo scudo penale, espressione oscura, significa licenza di uccidere per chi viene offeso senza correre il rischio di venire ucciso o ferito, credo che si corra il rischio di assistere a un aumento di ladruncoli morti ammazzati.

E che aumentino anche gli ammazzati a coltellate per un insulto o un’occhiata non buona,

Insomma io credo che ogni violenza vada sanzionata in modo proporzionale alla gravità e che nessun violento venga esentato dalla giusta punizione, tanto meno approvato come talvolta succede.

Cambio argomento ma non del tutto.

Personalmente punirei anche la violenza inflitta alle parole: solecismi, acronimi incomprensibili e simile lordura. Ho passato la vita sui libri e sento dire Daspo senza capire che cosa significhi . Né me ne curo.  Chi parla e scrive ha il dovere di farsi comprendere. Quando scrivo o dico una parola non italiana, greca o latina o inglese che sia, la traduco subito. Chi mi legge non è tenuto a conoscere altre lingue che la nostra. Io non conosco altra lingua che le quattro menzionate sopra e mi metto nei panni degli ignoranti come me o perfino più di me. Sicché traduco. Gli acronimi mi offendono poiché violentano la mia lingua madre e le poche altre che conosco più o meno bene.

 

Bologna 6 febbraio 2026 ore 9, 37 giovanni ghiselli.

p. s.

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