lunedì 12 gennaio 2026

Le piazze e le strade. Esecrazioni della guerra in Omero, Eschilo e Sofocle.

Le piazze e le strade. Esecrazioni della guerra in Omero, Eschilo e Sofocle.

Su quanto è avvenuto nelle piazze e sulle strade italiane mi schiero: il popolo che manifesta per la pace è una reazione ai crimini del nichilismo inteso come annullamento dei sacrosanti valori etici ed estetici, in primis la Pace. Vero è che non sono mancati gruppuscoli di facinorosi infiltrati e disturbatori violenti delle manifestazioni pacifiche. Credo che  certi manipoli debbano venire estromessi dai cortei pacifisti e puniti. Sono funzionali alla reazione guerrafondaia.

Non mi schiero su quanto sta avvenendo in Iran poiché non so che cosa davvero stia accadendo. L’informazione mediatica nostrana invece si schiera decisamente ma non dà la parola a entrambe le parti. Teocrazia, sostantivo del quale molti, immagino, non conoscono il significato è una parola proferita con biasimi e addirittura anatemi. Etimologicamente significa “potere di Dio”. Sofocle, uno dei massimi autori europei, era teocratico. Venerava soprattutto Zeus e Apollo con i loro santuari oracolari e tra gli dèi rifiutava del tutto soltanto Ares, il dio della guerra.

La difesa della vita umana arriva al punto che il pio tragediografo nella Parodo dell’ Edipo re giunge a maledire Ares che il coro dei vecchi tebani depreca come il "violento" (  [Area  to;n  malerovn , v. 190) e "il dio disonorato tra gli dei"( to;n ajpovtimon ejn qeoi'" qeovn (v.215).

L'esecrazione di Ares non è nuova: già Omero nell'Iliade  (V, 890) lo fa apostrofare da Zeus con queste parole:" e[cqisto" dev moiv ejssi qew'n oi}  [Olumpon e[cousin", tu per me sei il più odioso tra gli dei che abitano l'Olimpo.

 

Recentemente invece il dio della guerra è salito al culmine degli onori in Occidente in compagnia di Pluto e della  Prepotenza: l’ u{bri~ che Sofocle considera madre del tiranno- (u{bri~ futeuvei tuvrannon, Edipo re, v. 873). Dunque vige una plutocrazia che si avvale delle guerre per conservare il potere.

Nell'Agamennone[1] Eschilo definisce Ares "oJ crusamoibo;" d j  [Arh" swmavtwn" (v.437), il cambiavalute dei corpi, nel senso che la guerra distrugge le vite e arricchisce gli speculatori.

Secondo Gaetano De Sanctis, Eschilo con questa tragedia ha voluto mettere in guardia gli Ateniesi"contro le guerre ingiuste, pericolose e lontane, onde tornano, anziché i cittadini partiti per combattere, le urne recanti le loro ceneri. La lista dei caduti della tribù Eretteide mostra quale eco dovesse avere nei cuori tale monito durante quella campagna d'Egitto (anni 459-454) in cui fu impegnato il fiore delle forze ateniesi"[2].

 

Ora pare che sia la volta dell’Iran. Se capirò qualcosa di più sulla quella situazione di quella terra prenderò posizione. Per ora mi fermo schierandomi con chi vuole la pace, posto che qualcuno ci sia.

Bologna 12 gennaio 2025 ore 17, 10.

Il sole comunque cresce: illumina il mio studio fino alle 16, 30.

Le sciagure umane non possono offuscarne lo splendore. Mi schiero con il Sole dunque.

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[1] Del 458 a. C.

[2] Storia dei Greci , II vol., p.91


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