Una breve favola di Esopo si confà a molti personaggi invitati a parlare nelle trasmissioni televisive: uomini politici, giornalisti, avvocati, ruffiani o barattieri che siano.
La favoletta è intitolata La volpe dalla coda mozza.
Una volpe-ajlwvphx- aveva perso la coda in una tagliola e se ne vergognava, sicché suggeriva alle altre di tagliarsela. Allora una di loro le fece notare che stava dando un consiglio solo nel proprio interesse.
La morale della storiella è che essa riguarda quanti danno suggerimenti dia; to; eJautoi`~ sumfevron- per il proprio utile. Oggi significa convenienti al governo in carica o per lo meno favorevoli a questo sistema, magari un poco corretto.
Quasi tutti quelli che ho sentito parlare nelle trasmissioni televisive che seguo per commentarle ciarlano come un imbonitore pro domo sua.
C’è qualche eccezione. Il criterio della individuazione è questo: chi dice parole scomode per il potere non viene più invitato o riceve addirittura una campagna diffamatoria. Penso a Francesca Albanese ad Alessandro Di Battista, ad Angelo d’Orsi.
Bologna 11 gennaio 2025 ore 11, 27 giovanni ghiselli.
p. s.
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