Oggi è sabato e forse non vedremo i soliti noti che si improvvisano giudici immortali come Minosse Eaco e Radamanto nel Gorgia platonico e sputano sentenze rendendosi ridicoli mentre cercano di sfoggiare grande competenza e mirabile magniloquenza.
Chi è davvero intelligente parla in maniera chiara, ama il bello con semplicità e non viene apprezzato da molti finché non ha attirato tanti discepoli bravi che a loro volta ne hanno formato tanti altri fino a che cambia la moda.
Penso a personaggi come Gesù Cristo. Vorrei che la moda attuale della menzogna e della violenza retrocedesse lasciando il posto a quella della solidarietà e della verità.
Quelli vogliono riabilitare la vittima di un tribunale a parer loro sommario e ingiusto, intanto infamano e chiedono la condanna di un altro giovane senza avere il ruolo per farlo, quindi cercano di autorizzarsi gridando, smanettando, sbracciandosi e inarcuando sempre più le sopracciglia già circonflesse quando sentono il nome di Sempio che si merita almeno tre ergastoli, siccome è sicuramente colpevole, e del resto l’innocente calunniato e condannato si è fatto 14 anni di galera. C’è chi fa il conto dei giorni: sui 5000.
Io risponderei: troppi se innocente, pochi se è colpevole di un delitto tanto efferato. Anche se sono contrario all’ergastolo, soprattutto se l’assassino è molto giovane. Però almeno 15 anni per chi ha commesso siffatto crimine ci stanno.
Concludo ribadendo che non so chi sia l’assassino e vorrei che venisse individuato non in base a simpatie o antipatie, né con riguardo alla convenienza pecuniarie o pure politiche di questo o di quello, bensì sulla base di prove certe o almeno di indizi forti e inconfutabili. Se fossi un giudice ascolterei con grande attenzione la mamma, il babbo e il fratello di Chiara sui quali cade tutto il dolore di questa tragedia.
Bologna 24 gennaio 2026 ore 19, 18 giovanni ghiselli.
p. s.
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