Ieri sera nella ennesima trasmissione sul caso Garlasco si è visto Andrea Sempio. Non so se sia colpevole o innocente, però mi è simpatico per la persecuzione mediatica che subisce da mesi durante trasmissioni quotidiane da parte della maggioranza degli ospiti che si improvvisano grandi inquisitori da Controriforma “quando si accendevano ogni giorno dei roghi e con grandiosi autodafé ardean gli eretici malvagi”[1] e pure giudici di un tribunale odierno.
Ieri sera ho visto un giovane uomo calmo, educato reggere bene gli assalti rabbiosi di un paio di megere infuriate. Una delle due lo ha attaccato quale orrendo maschio antifemminista e dunque probabile femminicida dopo che lui ha detto di non essere portato a vivere rapporti lunghi con le donne. Costei ha gridato digrignando i denti e sbarrando gli occhi che questo è un segno di squilibrio mentale e di perversione non inferiore a quello di Stasi nel cui computer si è trovata una raccolta di foto pornografiche che secondo l’accusa fatta al condannato potrebbe avere scatenato una lite tra lui e la sua vittima. L’avvocatessa di Sempio ha provato a ribattere ma è una ragazza mite ed è stata zittita presto. La trovo simpatica come ogni persona mite.
Posso dire che anche io non sono portato per il matrimonio e non certo perché non ho amato e non amo le donne, anzi fin da bambino ho ritenuto che queste creature belle e adorabili sono l’opera d’arte più bella della creazione, sicché per tutta la vita fino a oggi le femmine della mia specie hanno costituito la cima dei miei interessi umani e culturali. Con questo non mi impanco a giudice e non sputo sentenze come fanno diversi personaggi invitati spesso alle trasmissioni sull’assassinio di Chiara Poggi. Credo comunque che un indizio sull’innocenza di Sempio sia l’amicizia con il fratello di Chiara e l’innocentismo dei genitori della vittima. Trovo queste tre persone sicuramente addolorate più credibili dei tromboni e delle erinni che ricavano visibilità e forse denaro per gridare crucifige eum! nei riguardi di Sempio. Comunque non ho la competenza, la prudentia iuris per proclamarne l’inoocenza. Avverto però che non hanno la facoltà di decretare crocifissioni o assoluzioni nemmeno i tromboni e le furie di tutte le sere.
Avvertenza: il blog contiene una nota.
Bologna 24 gennaio 2026 ore 9, 36 giovanni ghiselli.
p. s.
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