domenica 18 gennaio 2026

La consanguineità non sta solo nel sangue.


Alcuni paesaggi che abbiamo frequentato vivendo momenti epifanici della nostra vita diventano nostri consanguinei. Per me, nel salire poi nello scendere della vita, sono stati via via: Pesaro, il mare vocale, la Panoramica, le scuole Carducci, Lucio Accio e Mamiani; Montegridolfo con i contadini, le battiture, le vendemmie; Moena e le montagne di forma umana, l’Avisio, la Malga Panna; Carmignano di Brenta con la scuola Ugo Foscolo e il monte Grappa; Imola con il Rambaldi;  Bologna con via Zamboni e il monte Donato, il Minghetti e il Galvani; Debrecen con la grande foresta, l’Università estiva, il campo sportivo, il casinetto delle danze serali; Potenza Picena  con la visione di Recanati e i pensieri su Leopardi, le citazioni fin da bambino.

 Luoghi dove abbiamo vissuto i momenti più significativi delle nostre vite mortali. Sicché ci hanno ispirato sentimenti e pensieri che hanno informato e formato le nostre vite. Come le persone più significative: la mamma, la nonna, le zie, la sorella, le amanti amiche e nemiche. L’amica Antonia, carissima eppure ci siamo dati sempre del lei.  

Tutte donne, quasi tutte. Tranne il nonno di cui ho scritto qualcosa, il babbo e alcuni amici dei quali però non ho scritto niente, mentre diverse donne tu le conosci bene lettore. Congenialità ho trovato anche nello studio della letteratura, nello sport ciclistico, nel lavoro dello studioso a vita. Studente, insegnante, scrittore povero ma dai tanti lettori in tutto il mondo. Le parentele dunque non sono solo genetiche. Il gevno~ di ciascuno infatti è molto più vasto di quello familiare.

Bologna 18 gennaio 2026 giovanni ghselli.

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