sabato 24 gennaio 2026

Funerali e matrimoni. L’eleganza.


 

Il funerale è un rito ancora più triste del matrimonio. Questo lo celebrano ancora diverse persone tra preti uomini e donne e adesso anche donna e donna uomo e uomo senza preti. Contenti loro eterosessuali veri o falsi, e omosessuali, niente da dire. Basta che non li impongano a chi non ci è portato quorum ego.

Trovo da ridire invece sui funerali monumentali dei personaggi ricchi e famosi morti novantenni con tanto compianto da parte di altri ricchi famosi e dei potenti, mentre sugli operai morti appena o nemmeno quarantenni che ogni giorno lasciano la vita sul lavoro e la famiglia senza uno stipendio, si sentono due parole dette in fretta e biascicate nei telegiornali, nemmeno tutti, e finisce lì. Sicché le morti sul lavoro continuano nell’indifferenza quasi generale. Le lacrime si sprecano solo per i miliardari.

Leggiamo insieme questo titolo sulla prima pagina del quotidiano “la Repubblica di oggi: “ Star, fiori bianchi e note di Puccini per l’ultimo saluto a Valentino”. A pagina 13 c’è un articolo di Natalia Aspesi intitolato: “Valentino, addio al bel vestire”.

Tacito mette in risalto la sui neglegentia  di Petronio, elegantiae arbiter nella Roma di Nerone. Una sprezzatura che Proust e Musil attribuiscono all’aristocrazia più antica. Un’ ajmevleia , noncuranza, che l’Anonimo Sul sublime conferisce ai massimi autori della letteratura e della storiografia: Omero, Sofocle e Tucidide, per esempio, autori capaci di sublime ma non sempre attenti all’assoluta acribìa, la massima precisione.

Personalmente non credo che un abito costosissimo significhi eleganza. Anzi penso il contrario. Credo che sia molto più elegante impiegare quei soldi per aiutare i poveri.

Una volta, diversi anni or sono,  una collega fascista siciliana, del resto non antipatica, mi disse: “Gianni, tu agli occhi miei e del mio preside rappresenti un’icòna del ‘68”. Significava che non poteva invitarmi nella sua scuola. A me tuttavia non dispiacque, anzi lo presi per un complimento e la ringraziai. Eravamo entrambi in un convegno a Floridia invitati da un preside democratico che arrivò persino a rimborsarmi la spesa per l’hotel di Siracusa dove alloggiavo.  Era un uomo elegante nel senso che dico io. Se si ricorda di me lo saluto e lo ringrazio.  

 Bologna 24 gennaio 2026 ore 14, 07

p. s.

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