lunedì 26 gennaio 2026

La prepotenza si associa alla violenza.


 

La prepotenza oggi è di moda: ne danno l’esempio i potenti e la feccia li imita

In greco, come sapete tutti voi che mi leggete, si dice u{bri~,  parola che si trova in molti testi e non ha dappertutto la medesima valenza.

 

 Attraverso questa parola  è possibile esemplificare l'ambiguità del linguaggio.

 

Molte parole cambiano di significato a seconda di chi le pronuncia o del contesto in cui si trovano, o dell’autore che le usa.

 

 Ma limitiamoci a u{bri"  che secondo i coreuti dell'Edipo re , ossia per Sofocle stesso, è la madre dei tiranni ( Secondo stasimo, u{bri~ futeuvei tuvrannon , la prepotenza genera il tiranno, v. 872), mentre per il Creonte dell'Antigone (v. 309) è il misfatto di chi si oppone alla sua prepotenza tirannica attribuendo al morto gli onori proibiti da un decreto tirannico e anche non denunciando chi ha compiuto tale trasgressione.

"I Greci avevano diagnosticato la predisposizione verso la hybris, termine che significa dismisura demenziale", sintetizza Morin[1].

Può avere il significato di sfrenatezza pseudo religiosa l’u{bri~ dell’esercito di Alessandro Magno, che tornando dall’India, attraversava la Carmania, e, racconta Plutarco,  al disordine confuso e disperso della marcia, costellata di banchetti e bevute ininterrotte, canti, suoni, danze e grida dionisiache di donne, si accompagnavano kai; paidia; bakcikh'~ u{brew~ (Vita di Alessandro, 67, 6), anche gli scherzi tipici della sfrenatezza bacchica. 

 

Si può usare un derivato di u{bri" quale  esempio di inversione rispetto al luogo comune relativo ai gusti sessuali delle donne che vengono spesso presentate come renitenti al corteggiamento troppo esplicito.

Nelle Nuvole [2] di Aristofane  il Discorso ingiusto (Lovgo" a[diko" ) sostiene che Tetide lasciò Peleo perché non era impetuoso (uJbristhv" , v. 1067)  e non era piacevole passare la notte con lui, mentre la donna gode a essere sbattuta. Qui è notevole il capovolgimento del significato di u{bri", la prepotenza, che, applicata alla libidine della donna, diviene un valore.

 

 Un'idea non tanto peregrina e paradossale: la ritroviamo in Machiavelli:"Io iudico bene questo, che sia meglio essere impetuoso che respettivo, perché la fortuna è donna; et è necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla. E si vede che la si lascia più vincere da questi, che da quelli che freddamente procedano. E però, sempre, come donna, è amica de' giovani, perché sono meno respettivi, più feroci, e con più audacia la comandano"[3].

 

Esiodo sostiene, in un contesto serio, che nella bassa età del ferro, gli uomini non preferiranno l’uomo rispettoso del giuramento, il buono e il giusto, ma:“ ma'llon kakw'n rJekth'ra kai; u{brin-anevra timhvsousi” (Opere e giorni, vv. 191-192) piuttosto onoreranno l’operatore di mali e la violenza fatta uomo.

Probabilmente l’era della completa peccaminosità è tornata. Per fortuna la moda è sorella della morte come ricorda Leopardi ed essa mette al mondo figli e figlie che poi divora.

 

Bologna 26 gennaio 2026 ore 17, 38 giovanni ghiselli

p. s.

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[1] L'identità umana, p. 102.

[2] Del 423 a. C.

[3] Il Principe, 24.


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