giovedì 29 gennaio 2026

Proust SODOMA E GOMORRA IV volume della Ricerca. Prima parte


 

Omosessuali maltrattati per secoli. Oggi sono trattati peggio gli eterosessuali anche educati e miti.

 

Nell’incipit del IV volume del suo grande epos erotico e sociale Proust descrive la difficoltà di vivere degli omosessuali, derisi, penalizzati, e perfino criminalizzati dai cosiddetti normali nel corso della storia.

 

 

Sodoma e Gomorra

“Prima apparizione degli uomini-donne, discendenti da quegli abitanti di Sodoma che furono risparmiati dal fuoco celeste”.

La Femme aura Gomorrhe et l’Homme aura Sodome[1]

Alfred De Vigny

 

Charlus che tanto si vantava della propria virilità, “quell’uomo cui tutti sembravano odiosamente effeminati”, faceva pensare a una donna quando guardavo i suoi lineamenti e la sua espressione.

“Sporgeva in fuori il sedere, prendeva certe pose con la civetteria che avrebbe potuto avere l’orchidea per l’insetto provvidenzialmente giunto”[2].

Tuttavia l’io narrante non si avvide subito della omosessualità di Charlus.

 

“Lo stesso Ulisse non riconobbe subito Atena[3] , ma gli dèi sono immediatamente percettibili agli dèi, il simile al proprio simile”.

Proust nella sua Ricerca presenta l’io narrante, sé stesso, come eterosessuale, si spaccia per amante del gentil sesso.

 

 

Charlus era una donna: “il suo era un ideale virile proprio perché aveva un temperamento femminile”. Gli omosessuali dovevano simulare una eterosessualità spinta. Anche oggi alcuni sposano una donna per mistificarsi.

 

“Razza su cui grava una maledizione, e costretta a vivere nella menzogna e nello spergiuro, poiché sa come sia reputato colpevole, inconfessabile, vergognoso il suo desiderio (…) devono difendersi come da una calunnia da ciò che è la loro vita stessa; figli senza madre, alla quale sono costretti a mentire tutta la vita, e nell’ora stessa di chiuderle gli occhi (…) esclusi perfino dalla simpatia, a volte dalla società dei loro simili (…) vanno a cercare, come un medico l’appendicite, l’inversione fin nella storia, e si compiacciono nel ricordare che Socrate era uno di loro (pp.19, 20 e 21)

 

Commento

Oggi le cose sono cambiate in meglio per questi uomini e donne, forse anche perché sono tanti e sono funzionali al sistema quali compratori e consumatori.

Il mio timore è che con l’accrescersi del loro numero e potere, mentre gli eterosessuali divengono una minoranza malvista, siano gli omosessuali a venire perseguitati. Papa Francesco aveva notato il dilagare della “frocitudine”.

 Ci sono le avvisaglie della  tendenza a criminalizzare i donnaioli: già oggi è pericoloso corteggiare pur garbatamente una donna: prima di dirle: “sei carina”, bisogna pensarci cento volte perché potrebbe seguirne una scenata e una denuncia.

“Tu mi piaci” poi è già considerato uno stupro da certi benpensanti. Eppure sono parole dolci, una volta gradite o alla peggio non contraccambiate e respinte senza sdegno: “tu invece a me non piaci”.

Ho ricevuto entrambe le reazioni provando felicità grande o un poco di infelicità.

Secondo certi odiatori della specie umana sulla china dell’estinzione qui in Occidente, corteggiare anche signorilmente una donna è un fatto di rilevanza penale.

C’è da dire magari che le megere inclini ad alzare la voce per suscitare cagnare e liti giudiziarie non sono quasi mai carine e non siamo tentati di corteggiarle.

Infame era la persecuzione degli omosessuali, una nefandezza è quella dei donnaioli miti e gentili. Quando mi domandano: “sei famoso?”

Rispondo: “sono malfamato piuttosto”.

“Per quale ragione?”

“Perché mi piacciono molto le donne”[4]

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Bologna 29 gennaio 2026 ore 10, 15 giovanni ghiselli

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[1] La donna avrà Gomorra e l’uomo avrà Sodoma.

[2] Parte prima. Prima apparizione degli Uomini-donne (p. 9)

[3] Cfr. Odissea XIII, 222  sgg. Succede quando Odisseo giunge a Itaca e Atena gli si fa accanto con le sembianze di un giovinetto e gentile come sono i figli dei re.

 

[4] Cfr. Gozzano, L’amica di nonna Speranza: “E’bello?”. “Non bello tutt’altro”-“Gli piacciono molto le donne” (v. 70).


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