mercoledì 14 gennaio 2026

Sofocle Edipo a Colono 909- 918. Traduzione e commento.


 

Teseo (si rivolge a Creonte)

Infatti non uscirai mai da questa terra  prima 909

di avermi portato qui e posto davanti agli occhi quelle ragazze.

Poiché hai compiuto atti non degni di me

né di quelli dai quali tu sei nato né della tua patria,

tu che entrato in una città che esercita la giustizia

e che non compie nulla senza il diritto, poi trascurando

le autorità di questa terra piombato qui  915

porti via quello che ti serve e te ne appropri con violenza;

e hai creduto che questa mia città fosse vuota di uomini

o una specie di schiava  e che io fossi uguale al nulla i[son tw/` mhdeniv. 918

Alla fine dell’Antigone è Creonte stesso che si accusa dicendo di non essere più nessuno-Quando riceve la notizia del terzo suicidio provocato da lui, dichiara la propria colpa che lo ha annichilito:"a[getev m jejkpodwvn,-to;n oujk o[nta ma'llon h]  mhdevna", portatemi via, io non sono più di  nessuno (vv.1324-1325)

Nella tragedia più antica Creonte era il fanatico della disciplina- peiqarciva- che salva le vite mentre l’anarchia le distrugge, era l’implacabile guardiano del suo decreto cui Antigone disobbedisce considerandolo illegittimo siccome non rispettoso degli onori dovuti al morto Polinice, suo fratello per giunta e nipote dello stesso re. Contrario dunque alle leggi vere che sono quelle divine secondo la ragazza inflessibile a sua volta.

In quest’ultima tragedia invece Creonte agisce da prepotente e fuorilegge  mentr Teseo difende anche quelle non scritte ma connaturate ai costumi della sua città: prima di tutto l’aiuto di chi si presenta supplice. Anche le Supplici di Euripide hanno trattato questo argomento-

Bologna 14 gennaio 2026 giovanni ghiselli

p. s

Statistiche del blog

All time1903965

Today351

Yesterday650

This month8081

Last month19699

 

 

 

 

 

 

 


Nessun commento:

Posta un commento