lunedì 19 gennaio 2026

Ifigenia CCXXXVIII. La scalata di Mitterand alla presidenza e la nostra al Monte delle formiche.


 

Studiai tutto  maggio per preparare Ifigenia all'esame di recitazione anticipato alla fine del mese.

Lavoravo quasi sempre per lei, eppure sentivo che il

nostro connubio sarebbe finito presto: oramai le mie lezioni

erano l'unico contatto reale tra noi.  Non potevo offrirle

altro: quella non voleva darmi niente, tuttavia mi chiedeva aiuto

  e mi contraccambiava soltanto con un pochino di attenzione a quanto facevo e dicevo. Il sesso era ridotto al minimo sindacale. A un rapporto privo di basi morali e scopi comuni, se togli le copule, cavi ogni cosa.

 Ricordavo: "Birth, and copulation and death./That's all, that's all, that's all, that's all,/Birth, and copulation, and death "1.

Ifigenia voleva lavorare nel teatro che attirava anche me;  io però lo

consideravo un luogo di educazione e cultura, mentre nelle sue aspettative

era un mezzo di esibizione personale e di rivalsa su frustrazioni

sociali.

Per giunta soffrivo il raffreddore da fieno che non mi lasciava

dormire bene: ero stanco, svuotato, depresso, come succede

sempre alla fine di un ciclo. Eppure non mi lamentavo né

bestemmiavo il nome di Dio che prima dà, poi

toglie 2, poi dà di nuovo. Ci contavo. Mi andava così fin da quando ero bambino: crocifissioni e resurrezioni alternate.  Come il grano che mietuto e seminato rinasce. Quando lo vedo spuntare dal suolo ogni anno, scendo dalla bicicletta, mi inginocchio e grido: “ Ecco, io mi inchino, o benedetto, al suolo!2bis

 Sapevo che presto la congiuntura sarebbe cambiata. Intanto

avevo capito che le possibilità delle cose sono soltanto le cose

stesse.  Era del tutto inutile e pure dannoso agitarsi o prendersela con chissà

chi: dovevo terminare il ciclo; dopo si sarebbe visto.

“Che male c’è se l’amore va! Che male c’è poi ritornerà!” faceva una canzone. E un’altra: “e tu che con gli occhi di un altro colore- mi dici le stesse parole d’amore”. Kaisa li aveva azzurri, Ifigenia neri.

Ancora una volta i fati avrebbero trovato la strada 3 . Come quando cercavo la via per arrivare a Debrecen nel luglio del 1966. Me lo ripetei più volte.

Ben più desolato, sprovveduto e spaventato ero allora. Tuttavia vi avrei trovato la resurrezione.

A metà mese feci una mezza giornata di pausa, stremato. Era un venerdì, dopo la scuola.

Invece di studiare, pensavo: "Amo ancora quella ragazza perché ha del carattere e scopi collegabili al mondo della cultura; lei non mi ama poiché spera in  qualcosa di meglio; lei stessa è una cosa e le cose non hanno bisogno di amore.

 Cercherò di trattenerla  fino a quando mi assegnerà compiti utili anche alla mia crescita e non avrà calpestato la mia dignità, e  non tarderà a farlo, vedrai. Tra noi va proprio male , ma  non sono del tutto infelice, siccome trovo comunque qualcosa di buono in me stesso. Ero più insicuro e

scontento nell'estate del '74, quando c'era l'amore di Päivi, la rossa incinta di me e il nostro amore sembrava funzionare bene, e  aspettavo ogni cosa positiva da questa bipede leonessa poiché arrivato vicino ai trent'anni avevo combinato troppo poco di buono, e non avevo autostima. La finnica comunque mi ha aiutato a capire e superare la mia insufficienza, mi ha dato la spinta verso le egregie cose con i suoi ruggiti rabbiosi e le feroci zampate finali.

Altri stimoli me li hanno dati gli allievi dei licei,  poi è arrivata Ifigenia giovane collega e meritata borsa di studio, ma il nostro amore non ha mai avuto una valenza etica. Festevole è stato, carnascialesco è stato,  poi  tragico. Mai equilibrato e sereno.

 

 In quei giorni  di maggio Mitterand fu eletto Presidente della Repubblica

francese. Avevo fatto il tifo per lui nel '74, alla conclusione del ciclo quinquennale nella scuola media di Carmignano , e mi era spiaciuto quando non venne eletto. I colleghi reazionari del paese democristiano  invece avevano esultato per la vittoria del candidato di destra. Nell'81 del resto gli

schieramenti ideologici cominciavano a frantumarsi.

Rammentando la netta contrapposizione di sette anni prima,

Antonia, la collega e carissima, valido aiuto durante il mio  tirocinio da professore e da adulto , mi scrisse una bella frase:"Passa il tempo, e certi fatti ritornano, rendendo vivi e presenti i ricordi ".

Dunque speravo che il Presidente socialista nella grande nazione

vicina, significasse la rimonta delle sinistre in un momento di

pericolosi rigurgiti reazionari. Ma questi non  sarebbero stati annullati, in

quanto  venivano dallo stomaco della classe prepotente che aveva

un immenso potere di corruzione attraverso la proprietà di tanti mezzi di propaganda, e altri di deterrenza con la gestione dei servizi segreti.


Il monte delle formiche. Le stesse cose ritornano.

Domenica 24 maggio Desdemona scalò il monte delle formiche in

bicicletta. Ce la fece seguendo i miei consigli con docile

ragionevolezza.

Per esempio: prendere le curve nella loro parte più larga e più lunga per attenuarne la ripidezza. Utilizzare lo spazio equivale a fruire dell’allungamento del tempo, procrastinare nelle difficoltà: metodo comparativo imparato vivendo e insegnando.

  Una volta le avevo giurato che, quando ci fosse riuscita, l'avrei sposata: all'epoca la ragazza forse avrebbe voluto l'una e l'altra cosa, ma quel giorno non le rinnovai l'offerta poiché sapevo che oramai considerava le nozze con me un approdo e un ancoraggio  di molto inferiore alle sue possibilità. Eppure in seguito mi avrebbe rinfacciato il fatto che mentre lei aveva superato l'ardua prova, io non avevo mantenuto quell'antica promessa. Ma fu  soltanto una battuta.

Ora so che la  donna a me congeniale non può  adattarsi a fare la moglie e credo che questa sia un'ottima inattitudine, ove vi sia un'attitudine superiore. Chi non è adatto alle nozze e si sposa perché “bisogna farlo” cade nello sconforto ben presto e, se non scappa via velocemente, va in rovina.

In ogni modo la ragazza quel giorno pensava di essere destinata a

fragorose ovazioni, a trionfi mondiali, a lunghe code magari con ressa  davanti ai suoi camerini, a pianti e gemiti davanti alla propria porta lasciata chiusa, e non mi avrebbe sposato neppure se l'avessi allenata e corroborata fino a farle scalare lo Stelvio sovrapposto al Pelio che scuote le foglie, all'Ossa e all'Olimpo 4 per farle raggiungere il cielo.

 

Avvertenza: il blog contiene 5 note

 

Note

1 T. S. Eliot Frammento di un agone. Nascita, e copula e morte, tutto qui, tutto qui, tutto qui, tutto qui, Nascita, e copula, e morte.

 

2Cfr. Antico Testamento, Giobbe, I, 20:"Nudo uscii dal seno di mia madre,/e

nudo vi ritornerò./Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,/sia benedetto il nome del

Signore!".

 

2 bis cfr. Leopardi, All’Italia, 127-128

 

3Cfr. Eneide, III, 395: "fata viam invenient ".

 

4

Cfr. Odissea, XI, 315-316.

 

Bologna 19 gennaio 2025 ore 10, 58 giovanni ghiselli

p. s.

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