mercoledì 28 gennaio 2026

Alcuni gioielli di Proust. Metteteli in quello scrigno dell’intelligenza che è la memoria. Anche siffatti autori andrebbero ricordati nel giorno della memoria.


 “Essere una gran dama significa recitare la parte della gran dama che è in una certa misura recitare la parte della semplicità. Ed è una parte che costa molto cara: tanto più che la semplicità suole incantare veramente solo quando gli altri sanno che voi potreste benissimo anche essere superbi, cioè che siete molto ricchi” (I Guermantes, p. 270). Alla semplicità che già il Pericle di Tucidide associava alla bellezza (“Amiamo il bello con semplicità”) aggiungerei la sprezzatura, la neglegentia, la non curanza dei giudizi malevoli.

 

Arricchire e nobilitare Proust con il metodo comparativo.

 

“Ai puri tutto è puro mi disse Saint Loup” ( I Guermantes p. 290)

Cfr.  la Lettera a Tito di Paolo I, 15 “panta kaqara; toi`" kaqaroi`" - omnia munda mundis” – .  

Cfr. anche I Promessi sposi capitolo VIII.

Lo dice padre Cristoforo “voltandosi tutt’a un tratto a fra Fazio , e dimenticando che questo non intendeva il latino”.

 

“Ci sono mali da cui non bisogna cercar di guarire, perché essi soli ci proteggono contro altri più gravi” (p. 314)

 

“Per un’affezione che guariscono con i loro medicamenti i medici ne provocano altre dieci, in molti soggetti sani, inoculando in loro quell’agente patogeno, cento volte più virulento di qualunque microbo , che è l’idea della malattia” (327).

 

Se i no vax conoscessero queste parole, potrebbero avvalersene. Ma non le conoscono.

 

“Il mondo non è stato creato una sola volta ma tutte le volte che è sopraggiunto un artista originale” (354)

 

“La nebbia, fin dal mio risveglio, aveva fatto di me , invece di quell’essere centrifugo che siamo nelle belle giornate, un uomo ripiegato su se stesso, desideroso dell’angolo di un camino e di un letto da dividere con qualcuno: Adamo freddoloso in cerca di una Eva sedentaria” (p. 374)

 

Albertine, la signora di Guermantes e Gilbert: “tre donne che avevo amate. Mi dissi che la nostra vita sociale è, come lo studio di un artista,  piena di opere abbozzate e abbandonate (…) Qualche volta, se l’abbozzo non è troppo antico può capitare che lo riprendiamo  e che ne facciamo un’opera del tutto diversa, e forse anche più importante di quella che avevamo progettato da principio” 422

 

Di fronte a una circostanza nuova Saint Loup da uomo elegante quale era sapeva trovare il movimento che essa esige e aveva il talento di manifestarsi libero dagli ostacoli che avrebbero paralizzato tanti giovani borghesi. Le preoccupazioni erano cancellate da un che di sdegnoso che certo egli non aveva mai provato nel suo cuore, ma aveva ricevuto per eredità nel suo fisico.

Il suo corpo non era “opaco e oscuro ma limpido e significativo. Da esso trasparivano come da un’opera d’arte l’efficace potenza che l’ha creata. I suoi movimenti erano leggeri e pieni di grazia come quelli dei cavalieri su un fregio architettonico. Nella sua sicurezza sopravvivevano i suoi antenati agili e sdegnosi (Proust, I Guermantes 448-449). Naturalmente questo aristocratico stava dalla parte dei poveri e dei perseguitati come Dreyfyus.

 

Bologna  28 gennaio 2025 ore 11, 22 giovanni ghiselli

p. s.

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