Roberto Arditi si vede spesso nelle trasmissioni tipo omnibus, quasi ogni giorno. L’ho visto poco fa. Ha diffuso un messaggio privo di carità per un ragazzo che impugnava una pistola a salve ed è stato ammazzato da un colpo mortale di una pistola carica di un poliziotto in borghese.
Secondo Arditi, che è un uomo d’onore come Bruto e Cassio nel discorso funebre di Marco Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare, la vittima del colpo di pistola carica è un morto, non un giovane ucciso. Uno dei morti buoni “ a far concio”.
Un’espressione questa che ricavo da Vittorio Alfieri il quale
nel 1770 su recò di nuovo a Berlino e andò a vedere il luogo dove si svolse una battaglia della guerra dei sette anni (1756-1763): "Passando per Zorendorff, visitai il campo di battaglia tra’ russi e prussiani, dove tante migliaia dell’uno e dell’altro armento rimasero liberate dal loro giogo lasciandovi l’ossa. Le fosse sepolcrali vastissime, vi erano manifestamente accennate dalla folta e verdissima bellezza del grano, il quale nel rimanente terreno arido per sé stesso ed ingrato vi era cresciuto misero e rado. Dovei fare allora una trista, ma pur troppo certa riflessione; che gli schiavi son veramente nati a far concio (Vita, 3, 9).
Questa riflessione impietosa, quasi empia, non annulla la positività della vita che trionfa sulla morte dalla quale rinasce sempre in forme rinnovate, nella folta e verdissima bellezza del grano.
Ma torniamo al nostro Arditi
Per giunta il morto se l’è voluta dedito com’era a criminale spaccio di droga ed estraendo una pistola che poteva essere vera e carica. Lo spaccio di droga è un crimine, d’accordo, ma è un crimine anche il catechismo empio che spaccia questa cultura della violenza la quale non può essere nemmeno biasimata, anzi deve essere considerata legittima.
Quanto al giorno della Memoria vorrei che questa ricordasse anche i 70 mila palestinesi uccisi a Gaza. Nemmeno loro secondo me sono “nati a far concio”. Sono vittime di uno sterminio genocida pure questi ed è antisemitismo anche presentare tutti gli Arabi poveri come potenziali malfattori. Sono razzisti e bugiardi quanti parlamentari sostengono che tutti i delitti perpetrati in Italia, in particolare stupri e femminicidi sono da attribuire a immigrati, arabi in particolare.
Lo sosteneva Susanna Ceccardi che è una bella donna e mentre dice menzogne smentisce il suo aspetto molto attraente. A me poi, amante di Sofocle, ricorda mia madre.
Il solito imbecille dirà: “questo non c’entra”. L’aspetto c’entra e conta molto nella vita. Anche ricordare conta molto. Conoscere è ricordare. Ognuno lo sa. Chi lo nega mente o non capisce-
Bologna 27 gennaio 2026 giovanni ghiselli
p. s.
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