sabato 17 gennaio 2026

Ifigenia CCXXVIII l’umanesimo morente. La mentita età dell’oro che si rinnova.


 

Il primo aprile andammo  a vedere Casablanca in un cineclub. La piccola sala era gremita di giovani che mi fecero venire l'angoscia.

Comunicavano a furia di spinte, di urli, di rutti, di parole e

luoghi comuni triviali. Riaccompagnando Ifigenia a casa

dissi:"mi strazia vedere una gioventù incapace di parlare e perciò violenta.

L'afasia iraconda di questi pezzenti mentali prelude a tempi pazzi,

forse a una tirannide dell'incultura e dell'intrallazzo,  o addirittura ai

massacri feroci dell'intolleranza.".

Quella non mi capì e rispose:"Gianni, non fare di nuovo tali

discorsi vani; non dire parole così poco belle che spesso preludono ad azioni brutte; rimani allegro come nei momenti migliori di questi ultimi giorni!".

“Io sto presoffrendo sventure incombenti”, risposi, poi però

le promisi che avrei cercato di essere lieto con lei.

A casa da solo invece pensavo con tetra malinconia che il mio messaggio umanistico stava passando di moda: gli adolescenti avrebbero assistito con

scetticismo e distacco sempre maggiore al mio lavoro educativo

che coltiva le facoltà del logos e del pathos, mentre confuta quanti

uomini e donne preferiscono vivere come le belve, proni e

obbedienti al ventre sfacciato.

"Bombardati dalla propaganda antiumana che li vuole consumatori

di prodotti inutili e brutti – riflettevo -, i ragazzi perdono interesse

per la nobiltà dello spirito che mi preme insegnare. Temo di non

riuscire, anche perché non ho una compagna capace e desiderosa

di condividere il  mio impegno quotidiano per arrestare questa

 degradazione morale e culturale. Ifigenia anzi vuole

inserirsi nel sistema che nega o sperpera l'anima. Credo che brami acchiappare il successo con qualsiasi mezzo: anche attraverso la scorciatoia dei vizi e dei servizi. Del resto, se riduciamo la nostra relazione a una sfilza di rapporti sessuali, noi stessi diventiamo dei bruti fatti soltanto di corpo, anzi di parti del corpo".

Mi sentivo minacciato dal caos e circondato dal nulla. Pensai

ancora una volta che per conservare qualcosa dell'ordine aggredito

dal guazzabuglio, dovevo scrivere un grande romanzo che

denunciasse e accusasse  il trapasso  da una cultura non priva  di bellezza e altruismo all'ignoranza fondata sull'egoismo parassitario quale prodromo di guerre e massacri.

Che ne parlassi a Ifigenia oramai non aveva più senso:  era avida di successo, denaro e affermazione proprio nel mondo guasto  che rendeva malate le menti.

Bologna 17 gennaio 2026 ore 9, 39 giovanni ghiselli

p. s.

Ora le cose vanno anche peggio: molti ragazzi escono di casa con il coltello e alcuni ne fanno uso per uccidere addirittura il compagno di classe. La violenza è sempre più diffusa e non se ne cerca un rimedio siccome chi è al potere  seguita a celebrare i fasti del proprio operato, il benessere dei cittadini  in questa età dell’oro rediviva.

La pubblicità mostra casalinghe felici mentre mettono  i piatti nella lavatrice o puliscono i pavimenti con il detersivo miracoloso.

Et durae quercus sudabunt roscida mella” (Virgilio, Bucolica IV, 30)

 

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