sabato 1 giugno 2024

La politica negata, la cultura derisa e profanata.

La politica negata, la cultura derisa.

 

La vita politica è ridotta al punto che la metà degli Italiani non va a votare. Non sono uno di loro, ma cerco di capirne le ragioni individuando le cause di questo degrado.

La politica come vita della polis, come ricerca e tentativo di attuare il bene comune o almeno della maggioranza dei cittadini-polivtai- è malconcia siccome viene maltrattata, offesa, negata dagli stessi candidanti che aspirano ai seggi e non riescono a nascondere che cercano prima di tutto il proprio profitto privato.

profanazione della politica dunque che porta all’astensione.

Ma non solo.

C’è anche l’irrisione della cultura. Quanti chiedono di venire eletti, quasi tutti, parlano male, tanto male che fa male ascoltarli; negano l’evidenza, se questa non si addice ai loro lucri, al loro potere, e non esitano a proporre una guerra mondiale che distruggerebbe il pianeta, se la pace può ostsacolare il loro “particulare”.

La cultura richiede impegno fino al sacrificio, significa bellezza, verità, onestà, giustizia, libertà Tutti valori che sono diventati oggetto di scherno e disprezzo dalla maggior parte di quanti ci chiedono il voto.

I pochi che antepongono la pace alla guerra, la verità diretta e diritta alle storture della menzogna, hanno scarsa visibilità, spazi e tempi molto ridotti.

Nonostante questo, chi ha desiderio di umanesimo culturale e politico deve testimoniarlo perché i giovani si sentano incoraggiati a studiare e impegnarsi per un mondo migliore di questo che hanno trovato.

 

Bologna primo giugno 2024 ore 17, 41 giovanni ghiselli

p. s

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Il prossino  7 giugno  sarò all’Hotel Alexander di Pesaro per parlare del mito nella letteratura e nella filosofia

Il 17 giugno sarò nella biblioteca Ginzburg di Bologna per parlare del mito nello sport utilizzando Pindaro

Il 29 giugno sarò al Festival dei Filosofi lungo l’Oglio per presentare un percorso su Desiderio di umanesimo. Tale la mia visibilità in Italia in questo mese. Non mi lamento, anzi sono incoraggiato e continuo.

Tanti sono i lettori del mio blog  nel mondo dal  gennaio del 2013.

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Anche questo risultato mi incoraggia a seguitare. Spero di contribuire a una conversione diretta alla Cultura, alla Pace, alla Bellezza, all’Amicizia, all’Amore, alla Salute.

 

 

 

 

 

Pindaro Pitica I Strofe 3 Antistrofe3 Epodo 3.


 

Strofe 3

Dagli dei infatti tutte le risorse provengono alle virtù mortali

e  da loro sono nati i saggi e i forti di mano

e gli eloquenti. Quell’uomo io

desiderando lodare spero

di non scagliare fuori dal campo

il giavellotto dalle guance di bronzo

come fa chi lo  vibra con la mano,

ma di superare gli avversari con lunghi lanci.

Così il lungo tempo così gli  indirizzi prosperità

e dovizia di beni e gli procuri oblio delle pene

 

Dagli dei dunque derivano i talenti, le capacità eccelse e virtuose dei mortali. Tanto quelle mentali quanto quelle fisiche.

Pindaro augura a se stesso di trovare per lodare Ierone le parole appropriate che siano come giavellotti più veloci e precisi di quelli dei suoi rivali. L’epiteto calkopavraon dalle guance di bronzo si trova nell’Iliade (XX, 397) riferito all’elmo, e qui si riferisce alla punta allargata dal rivestimento di bronzo.

Il tempo deve avere la doppia funzione di mantenere la rotta verso il successo e di annientare il ricordo delle pene. Dai successi si impara come si deve fare e anche gli insuccessi invero non si devono dimenticare perché insegnano come non si deve fare. 

 

Antistrofe 3

Che certo gli possa ricordare a quali battaglie non cedette

in guerra con animo saldo

quando per mano dei numi trovavano- euJrivskonto-  l’onore

quale nessuno miete tra i Greci,

nobile coronamento di ricchezza.

 

Il verbo al plurale include nelle vittorie i fratelli di Ierone: Gelone a Imera sui Cartaginesi (480), poi Polizelo e Trasibulo a Cuma (474) su gli Etruschi

 

E ora seguendo l’esempio di Filottete

Si è portato a combattere

e un tracotante

con la necessità lo lusingò come amico.

 

Per la vicenda di Filottete suggerisco la lettura della tragedia di Sofocle.

In questa ode l’antico eroe viene preso come paradigma mitico di Ierone siccome entrambi andarono in guerra pur ostacolati dal male.

Plinio il Vecchio ci informa che in quegli anni a Siracusa c’era una statua di Filottete  claudicante molto realistica: “cuius ulceris dolorem sentire etiam spectantes videntur” Naturalis Historia XXXIV, 59. Era opera di Pitagora di Reggio-V secolo- La guerra in questione in questa Ode di  Pindaro è probabilmente una vittoria di Ierone sulle truppe acragantine guidate da Trasideo figlio di Terone  poco prima del 470. Trasideo fuggì e gli Agrigentini inviarono ambasciatori per chiedere la pace

 

Pindaro continua a raccontare di Filottete figlio di Peante

 

Narrano che eroi simili a dèi vennero

Per trasferire da Lemno

 

Epodo 3

Il figlio di Peante consunto dalla piaga;

colui che distrusse la città di Priamo,

e pose fine ai travagli dei Danai,

muovendo con un corpo debole, ma era destino alla; moirivdion h\n.

 

Nel Filottete di Sofocle sono il subdolo Odisseo e lo schietto Neottolemo  gli eroi greci che andarono a Lemno per portare a Troia il commilitone consunto senza le cui armi- arco e frecce ereditate da Eracle- la città di Piamo non sarebbe stata conquistata secondo l’oracolo. Filottete dunque diede il  contributo  necessario alla vittoria sui Troiani come Ierone  sconfisse gli Etruschi a Cuma, sebbene entrambi non fossero in salute. Tutti e due erano claudicanti: Ierone era afflitto da calcolosi vescicale, Filottete aveva una piaga fetida prodotta dal morso di un serpente. Ne verrà guarito a Troia da Podalirio e ucciderà Paride.

  

Così sia per Ierone il  dio  che raddrizza- qeo;~ ojrqwthvr-.

nel tempo che viene. Dandogli l’occasione di quanto brama.

Musa, anche presso Dinomene, esaudiscimi

nel cantare il premio della quadriga;

non è gioia straniera la vittoria di un padre.

Avanti dunque per il re di Etna

Troviamo un inno gradito,

Il padre è Ierone che nominò il figlio Dinomene reggente di Etna.

 

Bologna primo giugno 2024 ore 11, 41 giovanni ghiselli

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