lunedì 6 aprile 2026

La torta del presidente. Un film da vedere.


 

Ieri sera ho visto un film molto bello: La torta del presidente di Hasan Hadi. E’ un film iracheno ambientato nell’Iraq di Saddam Hussein al tempo della guerra scatenata dall’Occidente che accusava il dittatore di accumulare armi distruttive. Si vede un paese oppresso dalla miseria provocata dalle sanzioni e sconvolto dalla corruzione .

Ciò nonostante le bambine e i bambini vanno nella scuola elementare insieme, una mescolanza positiva della quale la mia generazione non ha fruito prima del liceo.

In una terza elementare dunque c’è una bambina bella, brava e intelligente, Lamia di 9 anni,  che vive con la nonna e riceve da un funzionario l’incarico di preparare una torta per il cinquantesimo compleanno del dittatore. Nonna e nipote  vivono in una povertà dignitosa che tuttavia non consente di comprare gli ingredienti che scarseggiano e sono molto cari. La piccola ha per amico un gallo che porta sempre con sé. Quindi affronta una serie di peripezie finché,  con la tenacia e l’intelligenza che l’aiuta anche a schivare diversi pericoli,  riesce nell’intento con l’aiuto intermittente di un compagno di classe. La nonna intanto muore. Il bello del film è la denuncia delle sofferenze che le guerre infliggono ai bambini, un fatto che ora viene taciuto o minimizzato dai criminali fautori delle guerre spacciate come sante.

Belle sono anche le visioni del traffico di canoe sul grande fiume mesopotamico. Pure Lamia ne ha una e la guida da sola.

Ma l’immagine più bella e più costante è quella del volto di questa bambina pieno di intelligenza e sofferenza mai rassegnata, sempre reattiva. Mi ha fatto venire in mente tre versi della parodo dell’ Edipo re di Sofocle:

"  il peana lampeggia/ e la voce lamentosa del flauto concorde,/per cui, o aurea figlia di Zeus,/ manda un aiuto dal bel volto- eujw`pa pevmyon ajlkavn" (vv.186-189).

 

Niente fa capire l’orrore delle guerre quanto le immagini delle sofferenze che queste causano a bambine e bambini.

 La penultima scena mostra i due piccoli compagni di scuola che durante un bombardamento si rifugiano sotto un banco e si guardano negli occhi cercando di tenerli aperti.

L’ultima scena fa vedere per contrasto Saddam Hussein che festeggia il compeanno. Questo poi, come sappiamo, è stato impiccato.

Credo e spero che anche quanti hanno causato e quanti hanno giustificato le sofferenze di intere popolazioni in questi ultimi anni e quanti hanno lucrato sul sangue versato ne paghino il fio prima o poi. Non dico della pena di morte che aborrisco ma uno sbugiarda mento delle tante  menzogne propinate, fatte bere al mondo, e la galera fino al pentimento.

Approvo le maledizioni di Papa Bergoglio e Papa Leone contro costoro.

Bologna Pasquetta 2026 giovanni ghiselli.

p. s.

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