A volte scriviamo quello che non riusciamo a vivere.
Talora viceversa viviamo quello che non riusciamo a scrivere.
Il terzo caso è forse il più frequente: scriviamo raccontando quanto abbiamo vissuto per continuare a viverlo e portarlo a compimento con parole ornate.
E perfino sperando di ritardare la morte: la nostra e quelle di tutte le persone che abbiamo amato.
Bologna 22 aprile 2026 ore 17, 04
giovanni ghiselli
p. s.
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Quanto scrivo ha tanti lettori pur senza avere alcuna spinta mediatica perché le mie parole sanno di vita nel senso che la conoscono e ne hanno il sapore.
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