Va bene commemorare la liberazione di 81 anni fa e cantare Bella ciao.
Lo faccio spesso anche io e mi vengono le lacrime agli occhi ricordando il tempo nel quale lo cantavamo in tanti da giovani, quando essere comunisti era una moda seguita da molti. Infatti cantavamo anche Bandiera rossa.
Oggi perfino personaggi di sinistra, o presunti tali, vogliono giustificarsi dicendo: “Non sono mai stato comunista”. Infatti vengono invitati spesso alle trasmissioni televisive.
Molto peggio: chi è al potere, o asservito al potere, dice che il comunismo è stato peggiore del nazismo. Pochissimi hanno il coraggio di dire che la massima resistenza al nazismo è stata compiuta dall’Unione Sovietica al costo di 20 milioni di morti.
Ebbene: vengo al dunque. Ricordare e commemorare sempre vòlti all’indietro non basta: bisogna anche programmare il futuro. Tanto più oggi che l’invasore è tornato quale prepotenza, ignoranza, povertà vicina alla schiavitù per milioni di Italiani. La povertà non è solo materiale ma anche culturale, estetica e morale. Faccio un esempio da cinefilo: nessuno dei film buoni o almeno guardabili che ho visto ultimamente era italiano.
Dunque la resistenza non è conclusa: la lotta contro l’invasione delle tante brutture elencate sopra deve essere ripresa. Questo è il mio appello ai giovani e ai meno giovani fino a me stesso, alle partigiane centenarie e ai loro coetanei partigiani ancora vivi che saluto con simpatia. Molti tra i partigiani uccisi o sopravvissuti erano comunisti. Milioni di italiani erano comunisti e dire che il comunismo è stato il peggiore dei mali significa offendere non solo la verità ma anche tutte queste persone.
Bologna 25 aprile 1926 ore 13, 14 giovanni ghiselli
p. s.
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