lunedì 20 aprile 2026

Il povero, magnifico maestro. Ancora sul liceo Minghetti occupato.


Il liceo classico oggi, come ai tempi miei rappresenta la punta di diamante dell’intelligenza critica tra i giovani, grazie agli autori che vi si leggono.

La Meloni infatti ha detto, con occhio mentale offuscato, che il vero liceo è l’istituto agrario. Una scuola rispettabile per carità, ma dove non si studiano il greco, il latino, la letteratura, la filosofia, la storia, non si impara a pensare, a parlare, a scrivere bene e criticamente.

Machiavelli propone spesso gli esempi antichi e  scrive che si può “satisfare al populo perché quello del populo è più onesto fine che quello de’ grandi , volendo questi opprimere e quello non essere oppresso” (Il principe, IX).

 Ora qui in Italia i grandi sono spesso dei piccoli prepotenti ignoranti montati dalla stampa e dalla televisione padronale, e il popolo dei cittadini non asserviti o complici bensì desiderosi d capaci di pensare, parlare e scrivere criticamente si sta ribellando a questa oppressione di governanti che lo hanno impoverito e gli hanno mentito per anni. La recente “mala elezione”, cattiva  per il governo ha segnato la svolta. Anche gli ultimi due pontefici hanno contribuito a questa rivolta.

Sono nella scuola dal primo ottobre del 1950 e oggi, superati gli ottanta anni, tengo conferenze a Bologna e altrove. La scuola e l’educazione ricevuta e data sono state le principali occupazioni della mia vita e gli scopi più alti.

A Pesaro, a Bologna e in tante altre città italiane. Oggi scrivo in un blog che viene letto in tutto il mondo. Il titolo che mi spetta è il più bello: quello di maestro che svolge un ruolo magnifico di fatto.

Al Minghetti ho insegnato per 5 anni e questa scuola mi sta a cuore. Mi ricorda la mia gioventù trepida e speranzosa.

 

Bologna 19 aprile 2026 ore 9, 52 giovanni ghiselli

p. s.

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