Leggo su “la Repubblica”di oggi, a pagina 5 della cronaca locale, che il liceo classico Minghetti è occupato fino a martedì prossimo. Copio alcune parole del manifesto degli studenti: “Vediamo entrare sempre di più nelle nostre scuole la propaganda del governo Meloni complice di genocidi e guerre imperialiste portate avanti da Stati Uniti e Israele”.
Sono parole chiare. Ho insegnato in questo liceo dal 1976 al 1981.
In questi 5 anni avvenne una svolta retrograda dalla politica alla non politica favorita anche da un regresso generale della società italiana culminato nel 1978 con il colpo di Stato costituito dall’assassinio di Aldo Moro. Già nel marzo del 1977 Cossiga aveva mandato i carri armati da guerra civile a Bologna: allora universitario venne ucciso lo studente Francesco Lorusso. Sono seguiti anni di chiusura nella vita privata, di egoismo, di incultura politica poi di ignoranza generale. Nell’81 passai al Galvani e trovai la medesima indifferenza di molti nei confronti del bene comune: to; xunovn. Dal 2000 ho insegnato anche nella SSIS né vi ho potuto apprezzare una ripresa dell’ethos politico e morale né un progresso culturale nella maggior parte dei giovani laureati, con quale lodevole eccezione.
Ora pare che tanti giovani si stiano risvegliando. Spero di non sbagliarmi.
Questi ragazzi, come quanti sono scesi in piazza o si sono imbarcati sulla flottiglia, sono persone in rivolta contro l’ingiustizia, la violenza e l’ignoranza diffuse. Possono essere i figli o i nipoti dei tanti ragazzi che ho cercato di educare. Li incoraggio a seguitare sempre pacificamente e pure parlando e scrivendo con parole chiare e decise contro le tante storture di questo sistema che vuole renderci spaventati, privi di mezzi e infelici per sottometterci.
Bologna 18 aprile 2026 giovanni ghiselli
p. s
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