Ieri sera Tomaso Montanari parlando di arti figurative affermava che l’artista davanti alle mutazioni del mondo lo rappresenta cambiato strutturalmente. Quindi se è diventato mostruoso ne rileva la mostruosità.
Ritengo necessario controbattere al rettore critico d’arte che i cambiamenti orrendi, oltre essere denunciati, possono venire contrastati raffigurando il mondo come potrebbe e dovrebbe essere migliore.
Ecco perché ricorro ai classici: a me hanno salvato la vita e credo ancora che lo studio serio e profondo dei classici antichi e moderni sarebbe un aiuto alla sopravvivenza dell’umanità minacciata da criminali pazzi che hanno le armi per annientarla. A partire dall’ingnoranza: la loro e quella imposta agli altri.
Aggiungo che non pongo tra i classici gli autori incomprensibili alla maggior parte popolo. Questi autori criptici non sono politici, quindi sono reazionari. La grande arte ha la chiarezza, la bellezza e la forza necessaria per essere capita da tutti. Mostrare un mondo sconciato è una denuncia importante ma non fa vedere un'alternativa. Vero è che Cristo e Marx che l'hanno indicata sono, per ora, tra i più nobili falliti della storia umana ma non credo che l'ultima parola sia quella di Netanyhau o di Trump. Penso che Cristo e Marx siano ancora vivi in molte coscienze anche se i conformisti saltano cantando "chi non salta comunista è", e tanti altri rinnegano la fede comunista abbracciata e sbandierata quando poteva convenire perché era di moda. Oggi seguono la moda della violenza,
Bologna 5 aprile 2026 ore 16, 29
p. s.
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