sabato 28 ottobre 2023

Ifigenia XLV. I due demoni e cattivi maestri

A. Feuerbach, Iphigenie (1862)
Apollonio Rodio ci avverte: “noi stirpe infelice degli uomini non possiamo entrare nella gioia con piede intero
o{lw/ podiv (Argonautiche, IV, 1166) e l’amaro dolore - pikrh; ajnivh (1167) sempre si insinua in mezzo ai momenti del nostro piacere.
Questi versi mi avevano colpito quando li lessi siccome mi sembravano scritti proprio per me.
 
Ifigenia era bella, non era stupida e voleva vivere la nostra storia con gioia; io viceversa, passate le ore dell’euforia sessuale, se scrutavo al di là del piacere goduto in cerca della felicità e del bene di entrambi, ero predisposto e incline a vedere problemi, cioè veri e propri ostacoli che ci avrebbero costretti a fuorviarci verso situazioni difficili, forse anche dolorose. Mi appariva vietato il senso diretto alla felicità permanente; temevo che la via da percorrere metodicamente per giungere a una gioia stabile e sicura fosse minata.
Di fatto le mine erano dentro di me e allora non avevo la forza mentale né  culturale né morale che ci volevano  per disinnescarle.
Gli ordigni più micidiali da me interiorizzati erano due cattive educazioni subite: quella clericale e quella borghese nemica del  proletariato.
Ifigenia era di condizione proletaria appunto e questa la rendeva poco gradita alla mia famiglia: “bella sì -disse la madre mia come la vide- bella davvero ma non ha un soldo”.
Io all’epoca dipendevo ancora non poco da loro, soprattutto mentalmente ma non solo.
 
Per quanto riguarda l’altra educazione cattiva, quella clericale, la ragazza non era vergine, non era la Madonna, nemmeno Santa Maria Goretti di Corinaldo era, e  quando la portai a Pesaro con me non l’accolsero con il rispetto che avrebbe dovuto avere la mia compagna. Dicevano a chi chiedeva chi fosse che era “un’ amica di Gianni”. Significava che mai  noi due ci saremmo messi nella grazia di Dio. Questa storia della necessaria verginità della fidanzata è stato un problema, un ostacolo all’amore, alla libera scelta dell’amore per molti ragazzi e ragazze della mia generazione.
A me dava l’angoscia. Mi capitava di sognare un’orribile vecchia che in preda al fanatismo dell’odio gridava: “Lurido sangue di donna dall’imene squarciato una volta caduto a terra ne insozza le zolle, le inaridisce, deturpa l’onore dell’uomo che l’ha sposata. Non c’è valore che possa redimere la donna traviata: né prezzo in denaro, né multa di roba può riscattare l’immonda, cancellare la macchia indelebile.
La tua “ amica” è solo carne bucata da un altro  con tuo disonore perenne, con tua sempiterna infamia e pena mortale. Per giunta non è possidente di poderi con vigne, olivaei, granai, muggiti di buoi, porcili e pozzi, né di mobili antichi, quadri, appartamenti  affittati: niente di niente ”. Mi svegliavo affranto, sudato. Lottavo con la forza della ragione alleata alla gioia dei sensi ma i demoni che pretendevano verginità e  denaro spuntavano quasi tutte le notti e talora anche di giorno a ribadire il loro catechismo infernale.
 
Bologna 28 ottobre 2023 ore 20, 20
giovanni ghiselli

p. s.
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Una cena poco serena.


 

Noi pacifisti veniamo accusati di simpatizzare con i terroristi di Hamas.

E’ una calunnia ripetuta da coloro che approvano, loro sì, i massacri di migliaia di abitanti della striscia di Gaza compresi i bambini.

Noi siamo contrari ad ogni atto terroristico, a chiunque se ne insanguini le mani, e vogliamo  soltanto la Pace. Assimilo a questi calunniatori bugiardi e mascalzoni coloro i quali criminalizzano l’ amore  senza ragione.

 

Mi spinge a scrivere questo una discussione non abbastanza amichevole  avvenuta durante una cena e alcuni versi di Ovidio.

Il poeta di Sulmona vuole insegnare vie di uscita dall’amore disperato per ragazze indegne. Remedia amoris che escludano il suicidio e, aggiungo, l’omicidio cui ricorrono  amanti rifiutati. Ebbene, il verso 20 suona così: “Invidiam caedis  pacis amator habes” , tu che ami la pace raccogli l’odiosità della strage.

Questo  pacis amator è lo stesso dio Amore.

 

Succede anche a me e ad altri migliori di me: parliamo e scriviamo da tempo in favore della Pace, di due Stati per due popoli, di dialogo e rispetto tra genti diverse con idèe  e tradizioni diverse.

Quelli che pensano in modo diverso dal nostro e non vogliono farmi del male. Pochi: happy few.

  Mi addolorano e disgustano i cretini e ancora di più gli opportunisti in malafede che cercano di infamare ogni affermazione di pacifismo accusandola di partigianeria favorevole agli assassini.

Noi pacifisti condanniamo ogni assassinio e tutte le stragi chiunque le compia. Difendiamo sempre la vita.

Mi ha commosso positivamente l’anziana signora  tenuta prigioniera che mentre la liberavano ha salutato uno dei suoi carcerieri dicendo “Shalom”. Della Pace ha bisogno l’umanità, non di strage su strage e colpo e contraccolpo e male che su male si posa: “ kai; tuvpo" ajntivtupo", kai; ph'm  j ejp  j phvmati kei'tai” Questo è Erodoto ( I, 67, 4) che poco dopo maledice la guerra scrivendo :" ejpi; kakw'/ ajnqrwvpou sivdhro" ajneuvrhtai", il ferro è stato trovato per il male dell’uomo I, 67, 5)

Maledetti siano i ferri dei tagliagole, i razzi , i mitra di Hamas e le bombe dell’esercito israeliano dunque.

 Benedetti gli Israeliani come l’anziana prigioniera rilasciata, gli Ebrei come Moni Ovadia e quanti di varia provenienza si sono riuniti  oggi per manifestare in favore  della pace.

 

Bologna 28 ottobre 2023 giovanni ghiselli.

 

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