domenica 2 agosto 2026

Antonio e Cleopatra ottava parte. Antonio e Ottaviano, Cleopatra e Ottavia.


 

Leggiamo di nuovo  Plutarco

Ella risaliva il fiume su un battello dalla poppa d’oro-ejn porqmeivw/ crusopruvmnw/,  con le vele di porpora spiegate,  tw`n me;n ijstivwn aJlourgw`n ejkpepetasmevnwn mentre i rematori remavano con remi d’argento ajrgurai`" kwvpai"- al suono del flauto-pro;" aujlovn- accompagnato da zampogne e cetre. La regina stava sdraiata sotto un padiglione ricamato d’oro, ornata come Afrodite, con ragazzi simili ad amorini che le facevano vento e le ancelle più belle, abbigliate da Nereidi e Grazie, stavano al timone e alle funi. Meravigliosi profumi provenienti da aromi bruciati invadevano le sponde (Plutarco, Vita di Antonio, 26, 1-3).

 

  Sentiamo le parole di Shakespeare che  leggeva Plutarco nella traduzione (del 1579) di Thomas North fatta su quella  francese (del 1559) del vescovo Amyot il quale tradusse pure i Moralia (1572)[1]

 The barge she sat in, like a burnish’ d throne/Burn’d on the water: the poop was beaten gold;/Purple the sails, and so perfumed that/ The winds were love-sick with them; the oars were silver,/Which to the tune of the flutes kept stroke…” (Antonio e Cleopatra, II, 2, 196-200 ),  la barca dove sedeva, come un trono brunito, splendeva sull’acqua: la poppa era di oro battuto; di porpora le vele, e così profumate che i  venti languivano d’amore per esse; i remi erano d’argento, e tenevano il tempo al suono dei flauti.   

 

 

Her gentlewomen, like the Nereides , so, many mermaids, tended her in the eyes (…) at the helm a seeming mermaid steers, le sue gentildonne come Nereidi o tante Sirene, alzavano a lei lo sguardo (…) al timone a manovrare una in forma di sirena (…) a strange invisible perfume hits the sense of the adjacent whars, uno strano invisibile profumo colpiva i sensi dei vicini scali. The city cast her people out upon her, la città lanciò il popolo fuori dalle case verso di lei, and Antony enthroned in the market place did sit alone whistling to the air, e Antonio stava seduto da solo sul trono del mercato fischiettando all’aria, e questa, se il vuoto fosse stato possibile-but for vacancy-  sarebbe andata a fissare Cleopatra and made a gap in nature e avrebbe lasciato una lacuna nella natura (II, 2, 211 ss)

Troppe parole per il mio gusto educato dai Greci.

 

 

 

Ripropongo quelle di Plutarco che è meno ridondante.

Cleopatra risaliva il fiume: “ejn porqmeivw/ crusopruvmnw, tw'n me;n iJstivwn  aJlourgw'n ejjkpepetasmevnwn, th'ς d’ eijresivaς ajrgurai'ς kwvpaiς ajnaferomevnhς   pro;ς aujlo;n a{ma suvrigxi kai; kuqavraiς sunhrmosmevnon, in un battello dalla poppa dorata, con le vele purpuree spiegate, con il remeggio di remi d’argento condotto a suono del flauto insieme con zampogne e cetre Plutarco Vita di Antonio (26, 1)

Cfr. Nietzsche: ““Nessuno ha ancora spiegato perché gli scrittori greci abbiano fatto dei mezzi di espressione, di cui disponevano in quantità e forza sbalorditive, un uso così straordinariamente parco, che al paragone ogni libro posteriore ai Greci appare sgargiante, variopinto e sforzato (…) Lo stile sovraccarico in arte è la conseguenza di un impoverimento della forza di sintesi (…) Così è per Shakespeare, che, paragonato con Sofocle, è come una miniera piena di un'immensità di oro, piombo e ciottoli, mentre quello non è soltanto oro, ma oro lavorato nel modo più nobile, tale da far dimenticare il suo valore come metallo[1].

Sentiamo ora di nuovo Plutarco

Kai; qerapainivde"  aiJ kallisteuvousai Nhrhivdwn e[cousai kai; Carivtwn stolav", aiJ me;n pro;" oi[[axin, aij de; pro;" kavloi" h\san, le più belle  delle sue ancelle con le vesti delle Nereidi e delle Grazie, stavano chi al timone chi alle funi (26, 3)

ojdmai; de; qaumastai; ta;" o[cqa" ajpo; qumiamavtwn pollw`n katei`con, meravigliosi profumi provenienti da molti incensi occupavano le sponde.

tw`n d’ ajnqrwvpwn oiJ me;n eujqu;" ajpo; tou` potamou` parwmavrtoun ejkatevrwqen , oiJ d’ ajpo; th`" povleo"  katevbainon ejpi; th;n qevan, tra la folla alcuni seguivano fin dalla partenza lungo le due rive, altri invece scendevano dalla città per la vista dello spettacolo.

ejjkceomevnou de; tou` kata; th;n ajgora;n o[clou, tevlo" aujtov" oJ

 j Antwvnio"  ejpi; bhvmato" kaqezovmeno" ajpeleivfqh movno" (26, 4) e riversandosi la folla giù dalla piazza, alla fine proprio Antonio fu lasciato solo seduto sulla tribuna

Comunque si diffuse una voce che Afrodite si recasse in processione festosa da Dioniso ejp j ajgaqw`/ th`" j Asiva" (26, 5) per il bene dell’Asia.

 

Antonio mandò a invitarla a pranzo  ejpevmmye me;n  ou\n kalw`n ejpi; to; dei`pnon , hj de; ma`llon ejkei`non hjxivou pro;" ejauth;n h{kein (Plutarco, Vita di Antonio, 26, 6) ma lei preferiva che fosse lui a recarsi da lei.

 

Shakespeare Antonio e Cleopatra:

 Enobarbo, ancora amico di Antonio, racconta questo episodio ad Agrippa e Mecenate partigiani e amici di  Ottaviano

Invited her to supper : she replied

it should be better he became her guest (II, 2, 225-226) Antonio la invitò a pranzo, lei rispose che sarebbe stato meglio che fosse lui ospite di lei.’

Our courteous Antony,

whom ne’er the word of “No” woman heard speak,

 being barber’d ten times o’er, goes to the feast”, il nostro cortese Antonio cui mai nessuna donna aveva sentito dire la parola No, dopo essersi fatto radere la barba dieci volte, va alla festa.

 

Plutarco: “Eujqu;" ou\n tina boulovmeno" eujkolivan ejpideivknusqai kai; filofrosuvnhn, uJphvkouse kai; h\lqen, subito dunque, volendole dimostrare affabilità e cortesia , obbedì e vi andò (Vita di Antonio, 26, 6) .

 

Nel dramma di Shakespeare, Agrippa commenta il racconto di Enobarbo dicendo che la fanciulla regale diversi anni prima aveva già indotto il grande Cesare  a mettere la spada nel letto: allora egli la arò e gli produsse il raccolto Royal wench!

She made great Caesar lay his sword to bed:

 he plough’d her, and she cropped (II, 2, 231-233.)

E’ il topos molto diffuso dell’uomo che ara e semina la donna  che si comporta come il campo arato raccogliendo il seme e producendo il frutto.

 

Con la sua femminilità di razza Cleopatra sapeva rendere affascinante tutto quanto faceva, replica Enobarbo: “una volta la vidi saltare quaranta passi nella pubblica via,

 and having lost her breath, she spoke, and panted,

that she did make defect perfection,

 and, breathless, power breathe forth  (II, 2, 233-237)

e rimasta senza fiato parlava ansimando in modo da trasformare un difetto in cosa perfetta, e senza fiato, esalava potere seduttivo.

 

Mecenate risponde che Antonio, dopo il patto matrimoniale concordato con Ottaviano, dovrà lasciare Cleopatra per sempre

Enobarbo lo esclude: “Never : he will not.

Age cannot wither her, nor custom stale

 her infinite variety: other women cloy

the appetite they feed, but she makes hungry

where most she satisfies: for vilest things

become themselves in her, that the holy priests

bless her when she is riggish (  II, 2, 237-245) ,

non lo farà mai: l'età non può appassirla, nè l'abitudine rendere stantia la sua varietà infinita: le altre donne saziano gli appetiti cui danno alimento, ma ella rende affamati dove più soddisfa, poiché le cose più vili assumono un’identità in lei tanto che i santi sacerdoti la benedicono nella sua lussuria.

Con le ultime tre battute Mecenate Agrippa ed Enobarbo si salutano cordialmente ricordandoci la conciliazione tra i due partiti. Durerà poco del resto poiché la casta Ottavia non potrà prevalere né preponderare su “Cleopatràs lussuriosa”.

 

Quanto all’appassimento causato dall’età  (age cannot  wither her.  questo dipenderà in parte ancora maggiore dagli insuccessi amorosi e militari

Dopo la sconfitta, Antonio che teme un cedimento di Cleopatra a Ottaviano, le dice: “you were half blasted ere I knew you (III, 13, 105), eravate già mezza appassita prima che vi conoscessi-

Poi aggiunge: “ I found you as a morse cold upon /dead Caesar’s trencher”, vi ho trovata come un boccone freddo sul tagliere di Cesare morto, nay, you were a fragment of Cneius Pompey, s, anzi eravate un avanzo di Pompeo (III, 13, 116-118).

Poco prima le aveva detto anche anche Ah, you kite!,  (III, 13, 89) avvoltoio!

 

 

 

L’aspetto con la capacità attrattiva della conversazione di Cleopatra hJ morfh; meta; th`" ejn tw`/ dialevgesqai piqanovthto"  e il suo stile nel trattare con gli altri lasciavano un segno pungolante ajnevferev ti kevntron. Era un piacere ascoltare il suono della sua voce siccome ella volgeva facilmente la lingua come uno strumento musicale a parecchie corde kai; th;n glw`ttan w{sper o[rganovn ti poluvcordon eujpetw`" trevpousa (Plutarco, Vita di Antonio, 27, 327, 4).

Era dunque molto difficile resistere al fascino di Cleopatra.

 

Eppure Mecenate spera che la vitù di Ottavia possa prevalere e preponderare sulla leggerezza della regina d’Egitto: “If beauty, wisdom, modesty, can settle the heart of Antony, Octavia is blessed lottery for him” (Antonio e  Cleopatra, II, 2, 246-247), se bellezza, saggezza e modestia possono stabilizzare il cuore di Antonio, Ottavia è un benedetto terno al lotto per lui.

 

Plutarco scrive che Ottavia era crh`ma qaumasto;n wJ" levgetai gunaikov", una meraviglia di donna, come si dice (Vita di Antonio, 31, 2).

Tutti erano fautori di quelle nozze, sperando che la sorella di Ottaviano la quale aveva oltre tanta la bellezza-ejpi; kavllei tosouvtw/- anche nobiltà di stile e intelligenza- semnovthta kai; nou`n- una volta al fianco di Antonio e da lui amata, come si conveniva a tale donna, sarebbe stata motivo di salvezza per loro  e di equilibrio concorde  in ogni questione (31-4-5).

 

 

Antonio e Ottaviano caratteri-destini diversi.

 

 Antonio e Ottaviano dunque si accordano su questo matrimonio da fare per la pace.

 Antonio avverte Ottavia che il suo alto ufficio lo dividerà spesso dal petto di lei

Ottavia risponde da par sua, dicendo cioè che pregherà sempre gli dei inginocchiandosi davanti a loro perché proteggano suo marito.

 Antonio allora le promette che se in passato non si  è sempre tenuto nei limiti, dal momento della loro unione shall all be done by the rule- latino regula-. tutto sarà fatto secondo le regole (Shakespeare Antonio e Cleopatra, II, 3, 6-7)

Il fatto è che le regole di lui erano differenti da quelle di lei, ed erano molto più simili a quelle di Cleopatra.

Entra un indovino egiziano cui Antonio domanda whose fortune shall rise higher Caesar’s or mine?  (II, 3, 16), quale fortuna si leverà più in alto, quella di Cesare (Ottaviano)  o la mia?

L’indovino risponde Caesar’s

E spiega: “

Therefore, O Antony, stay not by his side:

thy demon, that thy spirit which keeps thee is

noble, courageous, high, unmatchable,

where Caesar’s is not; but near him thy angel

becomes fear, as being o’erpower’d: therefore

make space enough between you (II, 3, 18-23), perciò, Antonio, non rimanete al suo fianco. Il vostro demone che è lo spirito che vi custodisce è nobile, coraggioso  incomparabile, quando non c’è quello di Cesare, ma vicino a lui il vostro angelo diventa pauroso come se fosse soverchiato: perciò

mettete spazio sufficiente tra voi.  

 

Ora sentiamo la fonte greca. Plutarco racconta che i due triumviri dopo il matrimonio di Antonio con Ottavia agivano d’accordo e anche amichevolmente nelle questioni politiche e di massima importanza-ejn toi`" politikoi`" kai; megivstoi" (Vita di Antonio, 33, 1). Le gare fatte per gioco invece iquietavano Antonio che le perdeva sempre. Allora il triumviro interrogò un idovino egiziano che prediceva in base all’oroscopo e parlava con molta libertà ad Antonio ejparrhsiavzeto (33, 2)  sia che volesse far piacere a Cleopatra, sia che fosse sincero. E gli consigliava di stare il più lontano possibile da quel giovane: “oJ ga;r sov"- e[fh-daivmwn to;n touvtou fobei`tai : kai; gau`ro" w]n kai;  u{yhlov" o{tan h\/ kaq  j eJautovn, ujp  j ejkeivnou  givnetai tapeinovtero" eggivsanto" kai; ajgennevstero" (33, 3-4), il tuo demone-diceva- teme quello di lui, e mentre è fiero e altero quando si trova solo, avvicinato da quello diventa più meschino e vile.

Ogni volta che tiravano qualcosa a  sorte per scherzo o giocavano a dadi, Antonio si alontanava perdente (e[latton e[cwn, 33, 4).

 

Spesso organizzavano incontri di galli o quaglie da combattimento, e vincevano quelli di Cesare “ajlektruovna" de; macivmou" o[rtuga", ejnivkwn oi{ Kaivsaro"”.

 

Torniamo all’indovino che parla ad Antonio nel dramma di Shakespeare: “If tou dost play with him at any game,

thou at sure to lose; and, of that natural luck,

he beets thee ‘gainst the odds: thy lustre thickens

when he shines by” (25-28), se giocate con lui in una partita qualunque, voi siete sicuro di perdere; e per questa buona sote naturale, egli vi batte nonostante i vosri vantaggi: il vostro splendore si offusca quando egli vi brilla accanto

L’indovino esce e Antonio riconosce :

 he hath spoken true: the very dice obey him,

and in our sports my better cunning faints

under his chance:  if we draw lots, he speeds,

his cocks do win the battle still of mine

when it is all to nought, and his quails ever

beat mine, inhoop’d at odds. I will to Egypt:

and thought I make this marriage for my peace

I’ the east my pleasure lies – radice latina leg- in lectus (II, 3, 33-40), ha detto il vero: I dadi stessi gli obbediscono, e nei nostri giochi la mia destrezza migliore cede alla sua fortuna:  se tiriamo a sorte, egli vince, i suoi galli vincono la lotta con i miei anche quando non ne hanno la possibilità,  e le sue quaglie battono sempre le mie malgrado lo svantaggio. Andrò in Egitto e sebbene  faccia questo matrimonio per la mia pace, il mio piacere giace in oriente.

 

Plutarco procede scrivendo che Antonio contrariato da questi motivi e incline a dare fede all’Egiziano se ne andò dall’Italia mettendo i suoi affari domestici nelle mani di Cesare, quindi portò Ottavia fino alla Grecia dopo che era nata loro una bambina qugatrivou gegonovto" aujtoi`"  (Vita di Antonio, 5-6). Si tratta di Antonia maior nipote di Augusto e nonna di Nerone.

-Pesaro  2 agosto 2026 ore 16, 21 giovanni ghiselli

p. s

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[1] F. Nietzsche, Umano, troppo umano, II,  Opinioni e sentenze diverse, 162 Effetto della quantità.


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