mercoledì 19 agosto 2026

Lo Ione di Euripide. Seconda parte. Paternità, maternità e cittadinanza.


Ione non approva Apollo quando sospetta che Creusa la quale accusa Apollo sia stata violentata da lui. Un Dio che mette al mondo dei figli poi li abbandona non può essere esente da critiche

Se gli dèi violentano le donne e noi uomini li imitiamo, non è giusto considerare malvagi gli dèi che ci hanno ammaestrati allo stupro? (versi 439 e seguenti)

 

Sarebbe blasfemia attribuire questo ammaestramento anche allo Spirito Santo?  La mamma di Cristo come Creusa di Ione, è stata  una ragazza madre, cosa che le fa onore qualunque cosa ne abbia scritto Celso.

 

La partenogenesi e le dee vergini: Atena e Artemide.

 

Il Coro  canta invocando Atena nata senza che Ilizia venisse invocata nei dolori del parto: la fece nascere Prometeo dalla testa di Zeus.

L’apollineo  focolare posto al centro della terra-ga'"-mesovmfalo" eJstiva-461-462  vaticina presso il tripode intorno al quale si danza. Viene invocata anche l’altra dea vergine: Artemide.

Le donne del coro chiedono figli per la stirpe di Eretteo. I figli sono la salvezza delle famiglie e  della patria: “to;n a[paida d j ajpostugw' bion”- detesto una vita senza figli . Vorrei avere una vita con possessi modesti ma ricca di figli, cantano le ancelle di Creusa (488-491).

I  figli miei sono le parole che scrivo ogni giorno e quanti mi leggono e mi ascoltano.

Viceversa: espressioni contro il desiderio di mettere al mondo dei figli.

 

Medea di Euripide

E affermo che tra i mortali quelli che sono 1090

 del tutto inesperti di figli

e non ne hanno generati, superano nella fortuna

coloro che li generarono. 

Quelli  che sono senza prole- oiJ a[teknoi-, poiché non sanno

se i figli  risultino un piacere o una pena

per i mortali dal momento che non ne  hanno avuti,

si tengono lontani da molte sofferenze-pollw'n movcqwn ajpecontai-

Coloro invece che hanno in casa

il dolce germoglio, li vedo tutto il tempo

tormentati dalla preoccupazione 1100,

innanzitutto come allevarli bene

e da dove lasciare il sostentamento ai figli;

e inoltre, dopo tutto, non è chiaro se si affatichino

per dei figli privi di valore

o se per dei figli bravi (1005). Questo è il Coro di donne Corinzie.

 

Per quanto riguarda il suggerimento di non mettere al mondo dei figli, nell’Alcesti di Euripide Admeto sofferente per la perdita della sposa dice: “zhlw' d j ajgavmou" ajtevknou" te brotw'n” (v. 882) invidio tra i mortali chi è rimasto senza nozze né figli.

 

Le donne del coro delle Supplici di Euripide, le madri dei Sette giovani caduti a Tebe,  rimpiangono la condizione di essere senza nozze e senza figli: “tiv gavr m j e[dei paivdwn; 789, che bisogno avevo di figli?

 Mi sbagliavo pensando che sarebbe stato pavqo" perissovn eij gavmwn ajpezuvghn (Supplici, 791) una sofferenza eccessiva se fossi rimasta priva del vincolo matrimomiale, ma ora che ho perso i figli carissimi tevknwn filtavtwn sterei'sa (792), vedo chiaramente dove è il male

 

 

Ottaviano Augusto quando sentiva menzionare il nipote Agrippa e le due Giulie, figlia e nipote, adattava alla sua situazione il verso dell’Iliade con il quale Ettore assale il fratello che si è comportato vilmente fuggendo alla vista di Menelao.

L’eroe troiano dunque chiama Duvspari il fratello minore, gli dà del donnaiolo e aggiunge ai[q j o[fele" a[gonov" t j e[menai a[gamov" tj ajpolevsqai (III, 40), magari tu non fossi nato e morto senza nozze!

E Augusto: “ai[q j o[felon a[gamov"  t j e[mmenai a[gonov"   tj ajpolevsqai, magari fossi rimasto senza nozze e morto senza figli! (Svetonio, Augusti Vita, 65).

 

Fu davanti alla grotta di Pan, ricorda il Coro delle ancelle , che Creusa subì la violenza di amare nozze-pikrw'n gavmwn u{brin (Ione, 506) ed espose il neonato banchetto per le belve, cibo sanguinoso- qoivnan qhrsiv te foinivan-dai'ta (505-506)

 

Entra in scena Xuto il marito di Creusa che saluta Ione con w\ tevknon , cai'r j (517) o figlio, salve!

Ha avuto il responso sperato e aggiunge-hJ ga;r ajrch; tou' lovgou prevpousa moi, il principio della risposta si adatta a me.

L’oracolo gli ha detto e fatto credere che Ione sarà suo figlio in giovane incontrato per primo.

Il ragazzo gli fa notare che delira. Xuto cerca di abbracciarlo ma Ione ne allontana le mani che potrebbero strappargli le bende sacerdotali.

Ione  minaccia Xuto: si allontani prima di ricevere frecce dentro i polmoni pri;n ei[sw tovxa pleumovnwn labei'n (524)

Xuto insiste ma Ione ribadisce che non è sua abitudine fare rinsavire pellegrini rozzi e impazziti- ouj filw' frenou'n ajmouvsou" kai; memhnovta" xevnou"- (526)

Ma Xuto insiste nell’affermare di essere  padre del custode del tempio. Glielo ha fatto sapere il Lossia. Ione risponde : hai udito un enigma e sei stato tratto in inganno-ejsfavlh" ai[nigm j ajkouvsa" (533)

Apollo gli ha detto che il primo incontrato uscendo dal tempio sarebbe stato suo figlio. I due sono pieni di meraviglia.

Ione chiede all’ aspirante  padre suo se abbia avuto relazioni clandestine- Xuto risponde mwriva ge tou' nevou- 545, follia di gioventù.

Ma non dopo avere sposato Creusa, la figlia di Eretteo re di Atene.

Xuto racconta che, una volta, posseduto dai piaceri bacchici seminò una baccante dopo essere stato introdotto nel tiaso. Fu il destino a trovare la strada: “oJ povtmo~ ejxhu`ren” 554. Fata viam inveniet nel latino di Virgilio.

Ione si convince e chiama Xuto “padre”, rendendolo felice. Il ragazzo però vorrebbe trovare e conoscere anche la madre. Xuto vuole condurlo ad Atene. Ma Ione ha dei dubbi: ad Atene dove i cittadini sono autoctoni lui verrà considerato figlio bastardo-noqagenhv" 592 in quanto figlio  di padre straniero. Xuto non era autoctono ateniese ma veniva dalla Tessaglia. Aiutò Eretteo nella guerra con l’Eubea e ne sposò la figlia la principessa Creusa, quindi ebbe la successione e divenne re di Atene.

 

Con un padre non ateniese, sarò debole ajsqenhv" e non conterò niente, continua Ione.

 

Nel 451-450 venne promulgata una legge per la quale “non doveva avere parte della città chi non fosse nato da genitori entrambi cittadini” Ma questa legge venne disattesa in favore di Pericle il giovane, figlio di Pericle e di Aspasia. Questo figlio di Pericle del resto venne condannato a morte nell’autunno del 406 con gli altri strateghi delle Arginuse

 

 

“Se cercherò di primeggiare sarò odiato da chi non ha potere: le nature più forti sono moleste”. lupra; ga;r ta; kreivssona (597), continua Ione. Passerei per matto e farei ridere se non me ne stessi tranquilllo in una città incline al biasimo di cui è piena-ejn povlei yovgou pleva (601).

Città pettegola dunque. Come Pesaro e Bologna, annoto.

Ione teme ostilità in politica e anche in casa da Creusa,  presunta matrigna priva di figli, e Xuto dovrebbe fare una scelta tra la moglie e il figlio. Le donne hanno trovato il modo di ammazzare gli uomini con veleno e sgozzamenti 

Mi fa pena  la tua sposa che invecchia senza figli-th;n sh;n a[locon oijktivrw a[paida ghravskousan- (618-619) Non è giusto che sia malata di sterilità-ouj ga;r ajxiva ajpaidiva/ nosei'n non è giusto che soffra di sterilità una donna che discende da padri nobili (618-620)

Sappiamo che Creusa non è sterile.

Il mio pensiero è che quando non nascono figli qusesto significa che sarebbero stati male. Vero è che nascono anche tanti che poi stanno male, ma quelli che nemmeno nascono sarebbero stati troppo male.

 

Pesaro 19 agosto 2026 ore 11, 44 giovanni ghiselli

 

p. s.

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