Torno a elogiare Guccini che quando eravamo entrambi meno vecchi benedì la mia magrezza sebbene significasse appartenenza ai poveri morti di fame, i miei fratelli, la mia patria che viene aborrita e schifata sempre di più dalla volgarità delle mode attuali. Gli uomini buoni come è stato lui, come cerco di essere io, non possono disprezzare i poveri, gli umili, gli ultimi. Per me sono i primi.
Sono uno di loro e proprio per questo ho subito tante emarginazioni e perfino maltrattamenti. E non sono mai andato dai ricchi né dai potenti con il cappello in mano come abbiamo visto fare a certi lacché.
Piuttosto mi sono tenuto la fame il bisogno di tutto, e me ne sono sempre pregiato.
Sono grato a Francesco Guccini che mi ha trattato bene come hanno fatto con me, uomo isolato, diverso e strano, alcune altre persone buone incontrate durante il percorso erto e arto della mia vita. Non priva di gioie del resto.
Il ricordo di quella sera lontana alla festa dell’Unità di Bologna mi ha aiutato. Prega per me Franceso, aiutami ancora.
Pesaro 7 agosto 2026 ore 10 giovanni ghiselli
p. s
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