Parodo 107-137. Coro di vecchi tebani
I coreuti descrivono la loro condizione di vecchi; procedono appoggiandosi ajmfi; bavktroi", ai bastoni e si paragonano a cigni: aedo di lugubri lamenti come l’uccello canuto (111) w{ste polio;" o[rni".
Un breve excursus con Platone, Eschilo e Petronio.
Per il canto del cigno cfr. Platone, Fedone.
Il mito dei cigni
Gli uomini per la loro paura della morte, calunniano anche i cigni e dicono che essi cantano lamentando la morte favsi aujtou;;" qrhnou'nta" to;n qavnaton a[/dein. In realtà nessun uccello canta quando ha fame o freddo o soffre qualche altro dolore, neppure l’usignolo ajhdwvn o la rondine celidwvn o l’upupa e[poy.
I cigni dunque siccome sono uccelli di Apollo, indovini mantikoiv, prevedendo i beni dell’Ade kai; proeidovte" ta; ejn {Aidou ajgaqav , cantano e gioiscono (a[dousi kai; tevrpontai) in quel giorno più che in passato (85b). Ebbene, conclude Socrate, io sono confratello dei cigni e consacrato allo stesso dio che mi dà la divinazione th;n mantikhvn e non credo di dovermi separare dalla vita più triste di loro.
La prima testimonianza sul canto del cigno si trova nell’Agamennone di Eschilo in un Commos nel quale Clitennestra dice che Cassandra, come l’amante Agamennone delizia per giunta delle Criseidi, giace morta dopo avere cantato l’ultimo lamento di morte kuvknou divkhn (1444), come il cigno, e a lei, la moglie di Agamennone, e amante di Egisto, “ha portato un manicaretto in aggiunta ai miei piaceri del letto ejmoi; d j ejphvgagen -eujnh'" paroywvnhma th'" ejmh'" clidh'"” (1446-1447).
Cfr. in promulside libidinis nostrae (Satyricon, 24, 7)
Il pupo Gitone si scompisciava dalle risate e attirò l'attenzione di Quartilla, la sacerdotessa dell'orgia postribolare, la quale chiese cuius esset puer, diligentissima sciscitatione (24, 5) a chi appartenesse quel ragazzo con una domanda molto seria. Quel superlativo diligentissima. che qualifica una domanda relativa alla proprietà di un amasio, è appropriato a un mondo dove le uniche cose serie sono il denaro e il sesso. Infatti subito dopo, saputo che era il "fratello" di Encolpio, la donna domandò:"quare ergo-inquit-me non basiavit? ", allora perché non mi ha baciato? Quindi passò ai fatti: lo inchiodò a sé con un bacio, poi fece anche scendere la mano sotto il vestito e palpatogli il cosino ancora tanto inesperto (pertactrato vasculo[1]tam rudi ) fece:"haec belle cras in promulside libidinis nostrae militabit; hodie enim post asellum diaria non sumo" (24, 7), questo servirà bene domani durante l'antipasto del mio piacere; oggi infatti dopo il pesce non prendo una razioncina.-promulside è ablativo di promulsis , "antipasto" formato da pro-+ mulsum , "vino con miele".
Torniamo a Euripide
I vecchi corifei si definiscono visioni di sogni notturni, tremanti ma volonterosi (Eracle, 114). Con versi piuttosto convenzionali gli anziani sottolineano la debolezza della loro età e la vivacità dei figli di Eracle che hanno negli occhi raggi di Gorgone simili a quelli del padre- patevro" wJ~ gorgw'pe" ai{de prosferei'" ojmmavtwn aujgaiv (129-131).
Al v. 868 le pupille da Gorgone verranno attribuite da Lyssa a Eracle impazzito. Ma qui nei fanciulli lo sfavillio degli occhi è segno della cavri" (134) la grazia, che la presente sventura (kakotucev") non ha potuto annientare. Tuttavia questo sguardo da Gorgone che accomuna i figli al padre è un segnale del destino orrendo che attende l’uno e gli altri.
Lo sguardo da Gorgone viene attribuito da Omero a Ettore quando infuria insostenibile nell’VIII canto dell’Iliade (vv. 349 e 355).
Quindi viene annunciato Lico, il capo di questa terra th'sde koivranon cqonov" che si avvicina (Eracle, 139).
Pesaro 10 agosto 2026 ore 16, 48 giovanni ghiselli
p. s.
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Talora mi stupisco, piacevolmente certo, di tanti lettori in poco tempo. Oramai sono anche io un polio;~ o[rni~, un uccello canuto aedo talora di lugubri lamenti. Del resto li alterno con tripudi gioiosi e danze festose sulla pista della vita non priva di soddisfazioni. Corrispondono alla mikth; ojdov~ da me percorsa fin da bambino e al metodo mitico- politico della mia narrazione.
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