Una tirata di Creusa contro lo stupratore spudorato e crudele. Una delle tante di Euripide contro Apollo che spartanizzava dal santuario delfico.
Il coro delle ancelle di Creusa manifesta solidarietà alla Signora.
Sicché la figlia di Eretteo prende coraggio e rivela tutta la storia dello stupro subìto.
La povera donna dunque è stata violentata dal dio delfico e tradita dallo sposo Xuto- ouj povsi~ hJmw`n prodiovth~ gevgonen;” (864), non mi ha forse tradita il mio sposo?
Non ho avuto buon esito sigw`sa gavmou~ -sigw`sa tovkou~ poluklauvtou~ (869- 870) tacendo le nozze, di fatto uno stupro, tacendo il parto straziato. Creusa dunque giura per il cielo dimora di Zeus e per Atena signora di Atene che non nasconderà più il letto – oujkevti kruvyw levco~ 874. Nozze e letto naturalmente sono eufemisni usati per “dissimulare il male” della violenza subita.
Leopardi nello Zibaldone (44) scrive:"Del resto è cosa pur troppo evidente che l'uomo inclina a dissimularsi il male, e a nasconderlo a sé stesso come può meglio, onde è nota l'eujfhmiva degli antichi greci che nominavano le cose dispiacevoli ta; deinav con nomi atti a nascondere o dissimulare questo dispiacevole".
Creusa spera che il suo male si alleggerisca parlandone tuttavia le sue pupille stillano lacrime stavzousi kovrai dakruvoisin ejmaiv (876) e l’anima soffre-yuchv d j ajlgei` (877). Intende denunciare gli ingrati traditori dei letti- ajpodeivxw lektrwn prodovta~ ajcarivstou~- (879-880)
Il primo accusato è il dio Apollo che intona il canto sulla lira dalle sette corde costruita con le corna di animali morti, tuttavia in grado di echeggiare le melodie delle Muse. Il figlio di Latona dunque si accostò a Creusa con i capelli sfavillanti d’oro- h\lqe~ moi crusw`/ caivtan –marmaivrwn (887-888) mentre raccoglievo nella veste petali color zafferano- krovkea pevtala- 889.
Cfr. L’ Inno a Demetra quando Kore viene rapita da Ade mentre raccoglieva fiori
Quindi Creusa ricorda al dio stupratore la violenza che le ha inflitto: attaccato ai polsi candidi delle mani mentre gridavo “Oh madre”, tu dio che volevi comunanza di letto mi spingevi sul fondo di una caverna facendo un favore a Cipride con spudoratezza- ajnaideiva/- Kuvpridi cavrin pravsswn (895- 896)
Nella Annunciazione di Recanati, opera di Lorenzo Lotto (1534) si vede un vecchio Dio pronto a tuffarsi da una nuvola dentro Maria, quasi una bambina che prega inginocchiata con la paura negli occhi mentre un angelo dalle gambe sode sulla destra sembra spingere la ragazzina spaventata esortandola con la mano destra rivolta in alto a tirarsi su.
Sul pavimento c’è un gatto allarmato che cerca di schizzare via.
Chiedo perdono per questa intrusione nella storia dell’arte dove non ho competenza ma voglio dire che la sottomissione delle donne fin da bambine è stato un tentativo di alcune superstizioni antiche e recenti.
Oggi è in corso una rivolta delle giovani con grande spavento dei maschi che reagiscono con la violenza o si ghettizzano oppure si isolano con il cellulare. Ma si dovrebbe sempre risalire alle cuse
Torniamo al racconto di Creusa che denuncia Apollo.
Tivktw d jaJ duvstano~ soi- kou`ron- 897- 898 poi ti partorisco un figlio, disgraziata, e per paura della madre lo butto nel tuo letto dove avevi aggiogato me infelice, nel letto infelice. Ahimé, sì proprio me.
E ora il figlio mio e tuo va in malora rapito dagli uccelli per un banchetto.
Sciagurato, tu suoni la cetra, cantando peani.
Oh parlo a te, figlio di Latona,
che assegni oracoli sui troni d’oro al centro della terra.
Te lo ripeterò gridandotelo nell’orecchio
Iò iò, infame maschio da letto che hai dato a mio marito cui non dovevi niente un figlio per il palazzo da abitare, e intanto mio figlio e il tuo non sa niente: è andato in malora predato dagli uccelli, strappato dalle fasce della madre. Ti odia Delo e o germogli di alloro vicino alla palma dalla fronda delicata dove Latona ti partorì con un parto santo (922)
Pesaro 21 agosto 2026 ore 10, 05 giovanni ghiselli
p. s.
Statistiche del blog
All time2869059
Today4922
Yesterday13570
This month205495
Last month265976
Nessun commento:
Posta un commento