Quando i due compagnoni furono andati via, mi domandai se l’estate ventura e ormai prossima, per la quale avevo avuto un’altra borsa di studio nell’Università di Debrecen, ce l’avrei fatta, nel mese abbondante compreso tra la metà di luglio e il 20 di agosto a non lasciarmi inghiottire dal vorticoso risucchio dei tanti mesi estivi passati in quell’ambiente dove avevo funzionato bene diverse volte siccome l’umanità lì presente mi era congeniale .
Sapevo che non solo i ricordi tristi e penosi lasciano il segno e richiamano indietro ma anche le rimembranze liete e gioiose hanno una forza attrattiva, e talora retrograda, soprattutto se davanti non vediamo niente di meglio.
Provavo un po’ di rimorso al pensiero che con quei due amici scavezzacolli avevo già ordito un progetto di vacanze “debrezine” spensierate come eravamo soliti, goliardiche nonostante l’età, costellate di allegre bisbocce, magari pure di probabili amori.
Poi però provai una certa soddisfazione pensando: “ se programmare piaceri oramai invecchiati e diventati forse irripetibili oppure reiterabili per un tempo soltanto mensile, tuttavia capace di rovinare per sempre la relazione in corso con Ifigenia, mi dà cattiva coscienza, questo significa che il rapporto con questa ragazza mi sta a cuore parecchio”. Quindi mi preparai a farglielo sapere con parole oneste sperando che fosse schietta anche lei almeno con me.
Intanto Ifigenia era andata in gita sul lago di Garda con i suoi compagni della scuola di recitazione che frequentava quando trovava l’occasione e il tempo di farlo. Sapevo già che il lavoro dell’attrice, magari di successo, la attirava più di quella dell’insegnante supplente che stava facendo senza sentirsi realizzata.
Tornò domenica sera e la vidi il giorno seguente: era il 14 maggio.
Disse che parecchi ragazzi e pure il loro maestro l’avevano corteggiata, soprattutto dopo che il sole già quasi estivo che a mezzo il giorno dardeggiava implacabile la venusta Sirmione l’aveva indotta, quasi costretta, a togliersi la sottoveste opacizzante senza la quale il suo vestito rosso dal tessuto rado e quasi diafano lasciava trasparire le splendidissime cosce e le mutande colore del cielo poste a fasciare un interno paradisiaco.
Come quando al tramonto il rosseggiare di nubi sottili lascia intravvedere un po’ dell’ azzurro retrostante. Questo pensai per difendermi dall’angoscia. Ho sempre creduto che la visione delle mutande di una donna giovane e bella costituisca la prima spinta data al maschio per renderlo funzionario necessario alla specie. Tale ostensione del focus erotico baluginante sotto la veste dunque mi diede l’angoscia.
Aggiunse pure che tra i corteggiatori si era distinto il magister ludi ma lei l’aveva scoraggiato fino ad allontanarlo da sé.
La ascoltavo con grande attenzione, contento che Ifigenia avesse respinto l’attenzione lasciva del maestro, eppure allarmato dal fatto che un uomo più attempato di me si fosse permessa tanta libertà, del resto istigato in qualche maniera dalla mia compagna che, non proprio renitente ai corteggiamenti, aveva esibito le proprie cosce meravigliosamente tornite e le minute mutande colore del cielo.
Ero in pensiero e nel sesso fui meno brillante del solito. Ifigenia che era abituata meglio, particolarmente dopo un distacco di parecchie ore, mi guardò seria e mi domandò: “gianni, pensi forse che ti abbia nascosto qualcosa?”
“No” dissi senza chiarirle quale fosse la causa più vera del malumore e della mia contumacia erotica rispetto alle volte precedenti. “No, ho il tormento del raffreddore da fieno” Nec erat.
“Non dubito della tua fedeltà.
Et tamen, ut vere confitear, dubitatio erat .
“E fai molto bene” mormorò a bocca stretta per nulla convinta.
Pesaro 14 agosto 2026 ore 16, 50 giovanni ghiselli studente e povero.
p. s.
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Ai 2 milioni e 800 mila lettori, arriverò probabilmente domani e aggirerò la meta che segna l’ingresso nel rettilineo di arrivo ai tre milioni di lettori. Quando iniziai, nel gennaio del 2013, poi per diverse stagioni, ci volevano quasi due anni per compiere tale percorso. Ora dovrebbero bastare e magari avanzare due mesi, se l’andazzo attuale nom cambia.
In questi ultimi tempi ho acquisito lettori dovunque nel mondo.
La sorte è capricciosa ma ce la metterò tutta per mantenere il sodalizio con lei e il favore delle tante donne e dei molti uomini che mi leggono scrivendo parole sempre più belle e utili. Omne feram punctum miscendo utile dulci.
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