sabato 22 agosto 2026

Euripide Ione ottava parte versi 923-947- Creusa racconta lo stupro subito dal dio farabutto. La gratitudine mia.


Il Coro annuncia che si sta aprendo un mevga~ qhsauro;~ kakw`n (923-924) un grande cofano di mali. C’è un ossimoro che allude al tw`/ pavqei mavqo~ eschileo che ho ricordato più volte: i mali possono essere convertiti in beni con una intelligenza più grande dei mali. Per ora la corifea menziona le lacrime-davkru- ma queste devono diventare sorrisi.

 

Interviene il vecchio educatore paterno che si rivolge a Creusa chiamandola quvgater (figlia, cfr. l’inglese daughter e il tedesco Tochter) quindi impiega una metafora marina: un’onda di sciagure- kakw`n ku`m j (927) è stata svuotata dal cuore ma ora un’altra mi sorprende da poppa prumnhvqen (927)  ascoltando le tue parole.

 Dopo avere parlato dei mali presenti ora hai imboccato le male vie di altre sciagure- meth`lqe~ a[llwn phmavtwn kaka;~ ojdouv~ (930). Le vie della vita sono lastricate di mali e non è possibile non attraversarle per superarle trovando magari dei beni al di là. Bisogna parlarne e capire. Il vecchio aio infatti chiede alla giovane donna afflitta di raccontargli tutto.

 Parlarne anche ripetendosi per capire meglio- a[nelqev moi pavlin-

Parlare superando la vergogna. Creusa infatti dice aijscuvnomai mevn s j,  gevrwn- levxw d  j  o{mw~ (954), me ne vergogno, vecchio, ma parlerò.

Il vecchio incoraggia questa “figlia” dicendole che sa sostenere nobilmente le persone cui vuole bene.

Creusa inizia indicando il luogo dello stupro subito: in una caverna- a[ntron- 937 situata dentro le pendici dell’acropoli di Atene dove c’è il sacrario di Pan e altri altari.

Una specie di assassinio nella cattedrale dunque.

Creusa definisce la violenza cui cercò invano di opporsi come una battaglia  atroce combattuta da lei pur disarmata. – ejnqau`q j ajgw`na deino;n hjgwnismeqa- (939)

Il vecchio domanda ancora. Fare domande agli infelici e ascoltarli è il primo passo per aiutarlo.

Creusa dice che dovette subire a[kousa (941) nolente duvsthnon gavmon nozze sciagurate  eufemismo e pudica aposiopesi. Quindi aggiunge: “ho partorito (e[tekon, 947), fatti coraggio e stammi a sentire, vecchio.

Ascoltare l’infelice dopo avergli fatto domande è il secondo pilastro della pietas verso i disgraziati. Sono ancora grato a chi mi ha aiutato in questo modo quando ne ho avuto bisogno. Sembra cosa da niente eppure non lo faceva quasi nessuno, anzi i più, i conformisti cercavano di calpestarmi. Ho imparato tanto da questa lotta atroce combattuta a  ventanni e ne sono uscito ravveduto sul male, sul bene, su tutto, e rafforzato. Allora mi aiutò molto anche lo studio di 7 tragedie di Euripide che dovevo tradurre ad apertura di libro nel secondo esame di greco. Sono grato anche a questo maestro e amico. Gli chiedo sempre: aiutami ancora ed egli lo fa sempre.

Anche lo studio della tragedia greca che ho cntinuato per tutta la vita è un atto di gratitudine.

 

Pesaro 22 agosto 2022 ore 10, 39 giovanni ghiselli.

p. s.

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Sono grato anche a voi tanti, happy many, che mi leggete e mi motivate a scrivere e pure a quanti, non così tanti, vengono alle mie conferenze.

Saluti gianni

 

 

 

 


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