Eracle si vergogna di quello che ha fatto, pensa al suicidio e si copre il volto. Arriva Teseo e Anfitrione lo mette al corrente dell’orrore.
Eracle
Ahimé , perché dunque risparmio la mia vita
Ora che sono diventato l’assassino dei miei figli?
E non vado ai precipizi di una rupe scoscesa
o scagliata la spada nel fegato
non diventerò per i figli il vendicatore del sangue
oppure bruciata nel fuoco la carne giovane
non respingerò l’ignominia che mi attende? 1151
Ma a ostacolare i miei propositi di morte
ecco qua Teseo che arriva, consanguineo e amico mio.
Saremo visti e la contaminazione della strage assassina dei figli
giungerà agli occhi del più caro dei miei ospiti
Ahimè che cosa fare? Dove posso trovare l’assenza
dei mali, levandomi a volo o andato sotto terra?
Su, voglio gettare attorno al capo la tenebra del mantello. 1158
Mi vergogno infatti del male che ho commesso
e non voglio, gettandogli addosso del sangue contaminato
dal delitto, danneggiare chi non ha colpe. 1161
Teseo
Sono giunto con altri che lungo le correnti dell’Asòpo
attendono, giovani in armi della terra di Atena,
recando, o vecchio, una schiera alleata a tuo figlio. 1165
Infatti nella città degli Erettìdi è giunta notizia
che Lico avendo usurpato lo scettro di questa terra
sta in guerra contro di noi e vuole combattere.
A rendere il contraccambio dei benefici che per primo mi fece Eracle
salvandomi dagli inferi, sono venuto, vecchio, se c’è bisogno in qualche modo/
della mano mia o degli alleati.
Ah! Perché il suolo è pieno di questi cadaveri?
Sono forse rimasto indietro e rispetto ai mali recenti,
sono giunto in ritardo? Chi ha ucciso questi figlioli?
Di chi è stata sposa la donna che vedo qui?
Infatti i fanciulli non stanno vicino alla battaglia
Ma forse trovo una nuova disgrazia 1177
Anfitrione
Signore che regni sul colle che produce olivi…
Teseo
Perché mi hai chiamato con un esordio lamentoso?
Anfitrione
Abbiamo subìto pene atroce dagli dèi ejpavqomen pavqea mevlea pro;" qew'n
Cfr Edipo a Colono di Sofocle quando il vecchio cieco dice ai Coreuti
“poiché le azioni io
le ho subite piuttosto che compiute, sappilo,
-ejpei; tav g j e[rga me-peponqovt j i[sqi ma'llon h] dedrakovta-
se ci fosse bisogno che io ti raccontassi i casi della madre e del padre,/
per cui tu hai paura di me: questo io lo so bene: ma come potrei essere di natura malvagia, /io che dopo avere subito agivo a mia volta, in modo che se pure avessi agito/con intenzione, neppure così sarei stato malvagio?” (v266-272)
Teseo
Questi bambini per i quali versi lacrime, chi sono?
Anfitrione
Li generò mio figlio infelice,
poi lui che li ha generati li uccise
osando
versare sangue del suo sangue
Teseo
Fai silenzio! (1185)
Anfitrione
Tu dai ordini a chi vorrebbe
Teseo
Oh stai dicendo cose terribili
Anfitrione
Siamo rovinati, siamo rovinati, dispersi nell’aria
Teseo
Che cosa dici, per avere fatto che cosa?
Anfitrione
Da furente attacco fuorviato
e con le tinture velenose
dell’idra dalle cento teste
Teseo
La battaglia è di Era, Ma chi è questo tra i morti, vecchio?
Anfitrione
Questo è mio, mio figlio tribolatissimo, lui che
andò con gli dèi alla guerra che distrusse i giganti
nella piana di Flegra armato di scudo 1192-
Strabone colloca Flegra nella penisola Pallene la più occidentale delle tre della Calcidica.
Teseo
Ahi, ahi, quale uomo nacque così sventurato? 1195
Anfitrione
Non potresti conoscerne un altro
Più travagliato ed errabondo tra i mortali.
Teseo
Perché nasconde nel mantello il misero capo?
Anfitrione
Perché si vergogna del tuo sguardo
e della amicizia fraterna
e del sangue dei figli ammazzati 1201
Teseo
Ma se è vero che io sono venuto almeno a condividere il dolore: scoprilo.
Anfitrione
O figlio, lascia cadere dagli occhi
il mantello, gettalo via, il volto mostralo al sole.
Un peso corrispondente lotta con le lacrime:
ti supplico prostrandomi al mento
e alle ginocchia e alla tua mano, versando
lacrime vecchie, ahi figlio, trattieni
il pathos di leone feroce, dal quale
sei spinto ad una corsa sanguinosa, empia
volendo attaccare mali ai mali, figliolo (1213)
Pesaro 16 agosto 2026 ore 19 giovanni ghiselli
p. s.
Eracle reso pazzo dalle dèe ha compiuto un’orrenda carneficina ammazzando la moglie e i loro figlioli. Non si può non pensare che tutti i crimini compiuti durante tutte le guerre siano stati perpetrati da persone malate di mente. Né hanno l’anima sana quanti giustificano massacri a genocidi con parole empie e sacrileghe. Sono anni che assistiamo a scempi disumani e non condannarli è una forma di complicità, una scelleratezza oltre che una viltà.
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