martedì 25 agosto 2026

Euripide Ione undicesima parte. Conclusione della sticomitia con la decisione di ammazzare il ragazzo (1002-1028)

 

 

Il regalo di Atena a Erittonio furono due gocce di sangue uscite dalla Gorgone-dissou;~ stalagmou;~ ai[mato~  Gorgou`~ a[po (1003), risponde Creusa.

 

Il sangue delle nostre donne: quella che ci ha partorito donandoci la vita poi quelle che ci hanno benedetti e battezzati facendo l’amore con le mestruazioni. Doni grandi.

 

Il Vecchio domanda quale potere abbiano quelle gocce.

Una di uccidere l’altra di guarire è la risposta di Creusa.

 

Ogni donna con cui entriamo in stretta relazione può farci molto male o tanto bene.

 

Queste gocce sono state fissate al corpo del nambino con lacci d’oro poi Erittonio le regalò a Eretteo padre di Creusa.

Infine sono toccate a Creusa che le tiene al polso-ejpi; karpw`/ (1009).

 

Una specie di braccialetto che identifica la stirpe nobile prossima agli dèi come il naso a becco di uccello segnala i Guermantes: “E scrutavo avidamente in lui quei tratti caratteristici dei Guermantes, di quella razza rimasta così speciale in mezzo a un mondo in cui non si è confusa e resta isolata, nella sua gloria divinamente ornitologica: perché essa sembra nata in un’età favolosa dall’unione di una dea con un uccello” (Proust, I Guermantes, p. 82)

 

Creusa aggiunge che una delle due gocce allontana le malattie e nutre la vita- novsou~ ajpevrgei kai; trofa;~ e[cei bivou (1013) mentre l’altra uccide siccome è il veleno dei serpenti della Gorgone-kteivnei, drakovntwn ijo;~ w[n tw`n Gorgovno~ (1015).

 

 I serpenti erano gli stessi capelli di Medusa. Le donne sanno di avere entrambi questi poteri. Una sera vidi Elena Augusta che si pettinava poco prima di uscire con me. Leggermente spazientito le dissi. “dai, andiamo! Che cosa fai ancora?” E la signora rispose: “I comb my hair, very beautiful!”  pettino i mie capelli, molto belli!

Non potei che confermare: “very beautiful indeed”. Mi aveva rassicurato: non preparava del veleno da usare contro di me!

 

Il Vecchio domanda a Creusa se mescoli le due gocce o le tenga separate e la donna risponde: “cwriv~: kakw`/ ga;r ejsqlo;n ouj summeivgnutai” (1017) sono separate: non si mescola il bene con il male.

Il Prevsbu~  assicura la pupilla chiamandola w\ filtavth pai` carissima figlia dicendole: hai tutto quello che ti ci vuole.

Creusa risponde che il ragazzo verrà ucciso da quel veleno e aggiunge che dovrà essere il   tutore di Erettei quello che uccide l’usurpatore: “su; dj oJ kteivnwn e[sh” (1019)

Il Vecchio non si rifiuta: -so;n levgein, tolma`n dj ejmovn- 1020 a te tocca parlare, a me osare

Creusa propone di ammazzare l’intruso quando sarà nel palazzo di Atene

Il tutore non è d’accordo e spiega che si penserà che sia stata la padrona di casa a uccidere anche se non è opera sua.

Creusa gli dà ragione: “ojrqw`~ : fqonei`n ga;r fasi mhtruia;~ tevknoi~ (1025), giusto: si dice infatti che le matrigne detestino i figliastri.

Il Vecchio propone di compiere l’assassinio a Delfi.

A Creusa la proposta piace: così anticipo il piacere.

Il tutore  incoraggia la pipilla: e potrà svelare le trame che il marito occulta  (1028)

Pesaro 25 agosto 2026 ore  20, 41 giovanni ghiselli

p. s.

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