Euripide nelle Troiane del 415 mostra che nella guerra di Troia non ci sono stati vincitori ma solo vinti. Credo che tale sia l’esito di ogni guerra. Chi spinge perché lo sciagurato conflitto russo-ucraino continui non capisce questa verità tenuta nascosta dalla propaganda prevalente, oppure lo sa bene ma crede che i massacri convengano a una parte cui pensa di appartenere.
E’ oramai evidente che le battaglie sul campo non sono risolutive, che i bombardamenti e gli atti terroristici degli uni e degli altri colpiscono soprattutto i civili, che il prosieguo di questo massacro potrebbe portare alla catastrofe atomica. Ma chi continua a fare propaganda per la guerra e per la morte spera di guadagnarci qualcosa.
Andromaca nelle Troiane dice ai Greci: i barbari siete voi che ammazzate i bambini.
Abbiamo assistito a un genocidio le cui vittime principali sono stati bambini e adulti inermi. Per diversi mesi tale abominio non è stato esecrato. Questa non era nemmeno una guerra ma uno sterminio che non è ancora concluso.
In un’altra cara tragedia di Euripide, l’Ecuba, del 424 circa, la regina di Troia diventata schiava implora i Greci di non sacrificare la figliola Polissena sulla tomba di Achille con parole che voglio citare anche in greco perché sono sempre valide e devono conoscerle i promotori delle guerre che sono tutte antiumane.
La madre dolorosa dunque supplica Odisseo di non chiedere la morte della propria figliola con un verso che è un'alta espressione di umanesimo in favore della vita:"mhde; ktavnhte: tw'n teqnhkovtwn a{li" " (Euripide, Ecuba, v. 278), non ammazzatela: ce ne sono stati abbastanza di morti. Ho già citato questo verso diverse volte. Non mi stancherò mai di rinfacciarlo ai fautori degli armamenti, delle guerre e della morte.
Pesaro 5 agosto 2026 ore 9, 50 giovanni ghiselli
p. s.
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