All’inizio del dramma entrano Demetrio e Filone amici di Antonio.
Filone dice che il grande guerriero del tempo passato , Antonio simile a Marte ha subito una involuzione: il suo cuore di condottiero his captain’s heart rinnega oramai tutto il temperamento reneges all temper : i suoi respiri sono diventati muggiti e fanno da ventaglio to cool a gipsy’s lust (I, 1-10) per raffreddare la lussuria di una zingara.
Più avanti Enobarbo racconta: “When she first met Mark Antony, she pursed up his heart, upon the river of Cydnus (II, 2, 191), dal momento che conobbe Marco Antonio sopra il fiume Cidno ella mise nella propria borsa (cfr. greco buvrsh latino bursa) il cuore di lui.
Plutarco fa notare un’ analogia non onorevole tra Eracle e Antonio: come Eracle fu schiavizzato da Onfale, la regina di Lidia che gli tolse la clava e la pelle leonina- to; rJovpalon kai; th;n leonth'n (Vita, 90, 3), così Cleopatra ammaliò, disarmò Antonio e lo persuase a rimanere ozioso divertendosi con lei sulle spiagge di Canòpo.
Entrano i due amanti tra squilli di trombe, mentre Filone continua a notare la degradazione di Antonio: vedrai il terzo pilastro del mondo trasform’d into a trumpet’s fool trasformato nello zimbello di una trombona (I, 1, 12-13)
Cleopatra chiede all’amante how much quanto è grande è il suo amore, e lui risponde “there’s beggary in the love that can be reckon’d” (I, 1, 15)- c’è della mendicità nell’amore che può essere calcolato
Cleopatra insiste nel chiedere un confine e Antonio risponde che bisognerà trovare un nuovo cielo e una nuova terra.
Il triumviro afferma la propria identità di uomo passionale e celebra l'amore che lo lega a Cleopatra dicendo:"kingdoms are clay" ( …) the nobleness of life is to do thus (I, 1, 35-37) i regni sono fango, la nobiltà di vita è fare così, quindi abbraccia la regina egiziana dicendo che il loro mutuo amore gli fa imporre al mondo, rischiando una punizione, di riconoscere che costituiscono una coppia incomparabile. E' il prevalere della passione sulla rispettabilità, sulle convenienze, sulla ragionevolezza.
Non c'è un minuto delle nostre vite che si debba protrarre senza qualche piacere. What sport to-night? (I, 1, 46-47) quale divertimento questa notte?
Il potere è un falso bene anche per Seneca.
Il regnum è un fallax bonum del quale non c'è da gioire: copre grande quantità di mali sotto un aspetto seducente:" Quisquamne regno gaudet? O fallax bonum/quantum malorum fronte quam blanda tegis"(Seneca, Oedipus,vv.7-8), qualcuno gode del regno? O bene ingannevole, quanti mali copri sotto una facciata così lusinghiera!. Sono parole di Edipo che dà inizio al dramma descrivendo l'infuriare della pestilenza.
Enobarbo parla con Antonio magnificando Cleopatra : “O, sir, you had then left unseen a wonderful piece of work, which not to have been blest withal would have discredited your travel ( Antonio e Cleopatra, I, 1,151-152), allora avreste perduto lo spettacolo di un’opera meravigliosa e non esserne stato beatificato avrebbe screditato il vostro viaggio.
A proposito della tattica usata da Cleopatra per affascinare, all’inizio della terza scena del I atto, la regina dice a Carmiana: vedi dov’è e cosa fa: I did not send you: if you find him sad, say I am dancing, if in mirth (merry), report that I am sudden sick: quick and return” (I, 3, 1-5), io però non ti ho mandata. Se lo trovi triste, digli che sto danzando; se lieto, riferiscigli che mi sono improvvisamente ammalata. Presto e ritorna.
Antonio è soggiogato
A proposito di Eracle e Onfale, Antonio nell’andare a Roma dopo l’annuncio della morte di Fulvia dice a Cleopatra preoccupata per quella partenza dell’amante: “I go from hence-thy soldier, servant, making peace or war-as thou affect’ st (I, 3, 69-71) me ne vado di qui, come vostro soldato, servo, per fare pace o guerra, secondo la tua disposizione.
Poi la regina d’Egitto dice a Carmiana: “ cut my lace, Charmian, taglia i miei nodi, come se stesse male, poi però la ferma (But let it be) dicendo : I am quickly ill and well; So Antony loves ( I, 3, 71-73) io passo in fretta dallo stare male allo stare bene, così Antonio ama.
E’ il topos della sincerità degli amanti non più reale dell’araba fenice
Vediamo un breve excursus
I giuramenti d'amore non sono credibili.
L'inaffidabilità riguarda tanto gli uomini quanto le donne.
Lo afferma pure Sofocle in un frammento (811 Pearson):" o{rkon d j ejgw; gunaiko;" eij" u{dwr gravfw", giuramento di donna io lo scrivo sull'acqua.
E se tali solenni promesse penetrano da qualche parte, certo non dentro gli orecchi degli immortali, sostiene Callimaco in un epigramma:" ajlla; levgousin ajlhqeva, tou;" ejn e[rwti- o{rkou" mh; duvnein ou[at j ej" ajqanavtwn" (A. P. V 6), ma dicono il vero che i giuramenti in amore non entrano negli orecchi degli immortali.
Ovidio echeggia questo motivo, sia per quanto riguarda Arianna tradita e la scarsa tenuta della parola dei maschi, sia per la non credibilità della femmina umana che è una creatura varia e sempre mutevole,"varium et mutabile semper/femina ", come aveva già detto Virgilio [1].
L'Arianna dei Fasti[2] toglie fiducia a tutti gli uomini:"dicebam, memini, " periure et perfide Theseu" :/ille abiit; eadem crimina Bacchus habet : /nunc quoque "nullo viro" clamabo " femina credat " (Fasti , III, 475-477, dicevo, ricordo, "Teseo spergiuro e traditore": / quello è andato via; Bacco commette lo stesso delitto:/ anche ora esclamerò:"nessuna donna si fidi più di un uomo".
Per quanto riguarda l'instabilità e l'inaffidabilità delle giovani donne, il poeta di Sulmona negli Amores è più comprensivo: il tradimento infatti non sciupa la bellezza e perfino gli dèi lo concedono:" Esse deos credamne? Fidem iurata fefellit,/et facies illi quae fuit ante manet (...) Longa decensque fuit: longa decensque manet./Argutos habuit: radiant ut sidus ocelli,/per quos mentita est perfida saepe mihi./Scilicet aeterni falsum iurare puellis/di quoque concedunt, formaque numen habet " (Amores , III, 3, 1-2 e 8-12), devo credere che ci sono gli dèi? Ha tradito la parola data,/eppure le rimane l'aspetto che aveva prima...Era alta e ben fatta; alta e ben fatta rimane./Aveva gli occhi espressivi: brillano come stelle gli occhi,/con i quali spesso la perfida mi ha ingannato./Certo anche gli dèi eterni permettono alle ragazze/di giurare il falso, e la bellezza ha una potenza divina.
Ovidio conclude dicendo che dio è un nome senza sostanza, oppure, se esiste, ama le belle fanciulle e certamente ordina che solo loro abbiano tutto il potere:"si quis deus est, teneras amat ille puellas:/nimirum solas omnia posse iubet " (Amores , III, 3, 25-26).
Tutto il potere alle donne dunque.
Pesaro primo agosto 2026 ore 10, 49 giovanni ghiselli
p. s
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[1]Eneide , IV, 569-570.
[2] Un calendario in distici composto fra il tre e l'otto d. C. quando fu interrotto, dall'esilio, al sesto libro di dodici che dovevano essere. Dovevano illustrare gli antichi miti e costumi latini.
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