La giovane principessa formae confisa suae confidando nella propria bellezza va da Giulio Cesare adit tristis sine ullis lacrimis , triste ma senza lacrime, acconciata di un finto dolore simulatum compta dolorem (Lucano, Pharsalia, X, 83) quā decuit (84 ) fin dove le stava bene, veluti laceros dispersa capillos, sparsi i capelli, come strappati.
Nell’Antonio e Cleopatra di Shakespeare, la regina d’Egitto prima dice a Carmiana cut my lace, Charmian, com se stesse male, poi però la ferma (But let it be) dicendo : I am quickly ill and well; So Antony loves ( I, 3, 71-73) io passo in fretta dallo stare male allo stare bene; così Antonio ama.
La dissolutezza di Antonio viene messa in rilievo da Ottaviano mentre parla a Lepido. “ from Alexandria -this is the news: he fishes, drinks and wastes-the lamps of night in revel: is not more manlike-than Cleopatra, nor the queen of Ptolomy-more womanly than he I, 4, 3-7 queste sono le notizie da Alessandria: egli va a pescare, beve e consuma le lampade notturne in orge: non è più virile di Cleopatra e la regina dei Tolomei non è più femminile di lui, you shall find there a man who is the abstract of all faults –that all men follow, troverete in lui un uomo che è il compendio di tutte le colpe che tutti gli uomini seguono (Antonio e Cleopatra, I, 4, 7-10))
Sentiamo anche Cicerone sulla dissolutezza di Antonio:" Sumpsisti virilem, quam statim muliebrem togam reddidisti, hai messo la toga virile che hai subito reso veste da femmina.
Primo vulgare scortum, certa flagitii merces, nec ea parva, in un primo tempo prostituta volgare, a tariffa fissa del disonore, e nemmeno bassa, sed cito Curio intervenit qui te a meretricio quaestu abduxit et, tamquam stolam dedisset, in matrimonio stabile et certo conlocavit" (Filippiche , II, 44), ma presto intervenne Curione che ti ha tolto dal traffico della prostituzione e, come se ti avesse dato la stola, ti ha sistemato in un matrimonio stabile e certo. La stola era la veste lunga delle matrone
Segolatezza di Antonio.
Ottaviano aggiunge che Antonio ha regalato un regno per uno scherzo, che siede a bere con una schiava, poi va to reel the streets- latino strata-sterno- at noon a barcollare sulle strade a mezzogiorno (cfr. latino nona hora, circa le tre del pomeriggio) e fa a pugni con dei farabutti che puzzano di sudore (I, 4, 18-21).
Cleopatra innamorata
“o Charmian,-where think’st thou he is now? Stands latino sto greco e[sthn-- he, or sits-latino sedeo greco e[zomai- he? Or does he walk? Or is he on his horse? O happy horse to bear ( latino ferre) the weight of Antony! (I, 5, 18-21), O Carmiana, dove pensi che sia adesso? È in piedi o seduto? ? Oppure cammina o è sul suo cavallo? O beato cavallo che porti il peso di Antonio!
Gli è grata anche perché è da lui amata pur non essendo giovanissima: si sente wrĭnkled deep in time, solcata dalle rughe profonde del tempo. Insomma non è più la ragazza amante di Giulio Cesare quando I was a morsel latino morsus, mordēre- for a monarch, un boccone degno di un monarca (I, 5, 29-31).
Di nuovo Antonio
Anche Sesto Pompeo parlando a Menecrate nota la dissolutezza di Antonio e si augura che duri:
prega che stregoneria e bellezza si uniscano (II, 1, 22) (join, cfr. latino iungo e greco zeuvgnumi) ed entrambe si associno alla lussuria.
Tie up the libertĭne latino liber- in a field of feasts,
keep his brain -greco brecmov", sommità dal capo-fuming latino fumus greco qumov"- epicurean cooks latino coquus- sharpen with cloyless- sauce latino salsa- his –appetīte latino appetitus appĕtere- (II, 1, II, 1, 23-25) ), avvinci il libertino in un campo di banchetti festosi, mantienigli il cervello nel fumo: cuochi epicurei aguzzino il suo appetito con salse stimolanti.
That sleep and feeding may prorogue latino prorŏgo- rimando, faccio durare-his honour –even till a lethe’d dulness (II, 1, 26-27) tanto che il sonno e il cibo possano rimandare il suo onore in un oblio leteo.
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Sesto Pompeo aggiunge che non si aspettava l’ingresso in una piccola guerra di quell’amorous –surfeiter latino super facere- ghiottone innamorato (II, 1, 33) e riconosce che la sua abilità militare vale due volte quella degli altri due-his soldiership is twice the other twain, tuttavia se riusciamo a staccare Antonio mai sazio di piacere-ne’er -lust greco lilaivomai, bramo, latino lascivus- wearied Antony (35-37) dal grembo della vedova d’Egitto possiamo alzare la nostra stima di noi. Forse voleva cooptarlo.
Lo spreco del bene più prezioso: il tempo. Le abbuffate orrende.
Nella seconda scena del secondo atto dell’Antonio e Cleopatra di Shakespeare i triumviri si incontrano accompagnati dai loro amici.
Mecenate popone che Antonio rimasto vedovo sposi Ottavia (II, 2). L’amico di Ottaviano ne elogia la sorella come la migliore delle donne e chiarisce che il suo è un pensiero studiato e meditato a dovere, non improvvisato ‘tis a studied, not a present thought, by duty ruminated- latino rumino (II, 2, 142-143).
Antonio e Ottaviano si stringono la mano accordandosi su quel matrimonio. Poi i triumviri escono.
Quindi Enobarbo, l’amico di Antonio che in seguito lo tradirà, racconta a Mecenate che loro in Egitto dormivano di giorno e della notte facevano giorno bevendo and made the night light drinking (II, 2, 183)
Mecenate domanda se è vero che per colazione arrostivano otto cinghiali interi eight wild –boars roasted whole at a breakfast per 12 commensali.
Enobarbo risponde che questa era solo a fly by an eagle: we had much more monstrous matter of feast which worhly deserved noting (II, 2, 184-187) una mosca di fronte a un’aquila: noi avemmo festini molto più mostruosi che meritavano davvero di essere notati.
Plutarco racconta che durante la guerra di Perugia (42-40) combattuta contro Ottaviano dal fratello di Antonio e da sua moglie Fulvia, Cleopatra catturò Marco Antonio tanto che il triumviro si lasciò portare ad Alessandria dove si diede a divertimenti puerili e a scialacquare e dissipare nello spreco che Antifonte definì il più dispendioso: quello del tempo: “polutelevstaton wJ" jAntifw`n ei\pen ajnavlwnma, to;n crovnon” (Plutarco, Antonio, 28, 1).
Cfr. Seneca: Omnia, Lucili, aliena sunt, tempus tantum nostrum est (Ep. 1, 4)
Sentiamo Plutarco.
Antonio e Cleopatra avevano costituito un’associazione detta degli inimitabili, quelli dalla vita inimitabile-suvnodo" jAmimhtobivwn legomevnh (Plutarco, Vita di Antonio, 28, 2) e ogni giorno si invitavano a pranzo a vicenda facendo spese incredibili e smisurate.
Il medico Filota di Anfissa raccontò a Lampria, il nonno di Plutarco, che aveva visto arrostire dai cuochi della reggia su`" ajgrivou" ojptwmevnou" ojktwv, otto cinghiali, e preparare numerose altre vivande. Allora aveva esclamato che si meravigliava del gran numero degli invitati. Ma il cuoco si mise a ridere e disse che i commensali oiJ depnou`nte" non erano molti ajlla; peri; dwvdeka circa dodici ( Plutarco, Vita di Antonio, 28, 4-6)
Pesaro primo agosto 2026 ore 17, 06 giovanni ghiselli
p. s.
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