E’ morto Francesco Guccini. Mi dispiace. Il mio cantautore preferito non era lui bensì Fabrizio De André. Di Guccini però devo dire che aveva un privilegio assai raro: era non solo un bravo artista ma anche uno uomo buono con semplicità. L’ho conosciuto una sera alla festa dell’Unità di Bologna quando questa promuoveva incontri culturali di ottimo livello. Fummo invitati a una discussione non ricordo su quale argomento diversi anni or sono: eravamo entrambi parecchio più giovani.
Ci scambiammo delle idee davanti a un pubblico con mitezza e cordialità reciproca. Poi si cenò insieme e Francesco mi disse: “beato te che non hai la pancia”. Gli risposi: “A me starebbe molto male, tu puoi portarla con dignità e senza danno estetico perché sei molto più alto di me.”
“Va beneMettiamola, così”, disse e sorrise ”.
Ecco, ricordo questo scambio di battute che mi è rimasto impresso più del resto. Ripeto: Francesco Guccini era un uomo buono. Il pregio più alto.
p. s
Ho utilizzato per il mio commento alla Medea di Euripide un’idea tratta da un libro di Francesco Guccini.
La ferocia della madre che ammazza i figli si ritrova nei versi di un cantastorie dell’appennino degli anni Cinquanta riportati dal cantautore della cui morte sono dispiaciuto “ I cantastorie erano i giornalisti che davano le notizie, vere o fasulle che fossero (…) lo strumento principale era la fisarmonica, che permetteva di fare accompagnamento e di cantare quelle loro storie di omicidi efferati, tipo
“Se i cannibali sono feroci
una donna li può somigliare
e una madre li può superare
per l’infamia del barbaro cuor”
che è la storia della Barbara ostessa, madre vedova divenuta spietata assassina della figlioletta per amore del suo giovane amante” F. Guccini, L’uomo che reggeva il cielo, p. 36.
Addio Francesco e ti sia lieve il suol!
Pesaro 6 agosto 2026 ore 16, 18.
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