venerdì 15 maggio 2026

Lo spettacolo circense offerto da vari canali televisivi.


 

Seneca scrive: “Nihil vero tam damnosum bonis quam in aliquo spectaculo desidere (Epistola, 7, 2)  niente è tanto dannoso per i buoni costumi quanto sprofondare in uno spettacolo ordinario.

“avarior redeo, ambitiosior, luxuriosior? Immo vero crudelior et inhumanior, quia inter homines fui (…) nugis omissis mera homicidia sunt (7, 3) torno più avido, più ambizioso, lussurioso? Anzi persino più disumano per essere stato in mezzo agli uomini (…) messi via gli sciocchi preamboli succedono omicidi veri e propri.

 

Sono venti anni oramai che sentiamo parlare dell’assassinio di Chiara e del  possibile assassino ancora non individuato. Per anni la folla voleva linciare Alberto Stasi, ora è ancora più inferocita con Andrea Sempio.

 

Nel corso delle ultime trasmissioni si vedono invitati assetati di sangue che vogliono la condanna di Sempio sulla base di indizi discutibili. C’è quello che si agita e smania e sbraita ripetendo che ci sono le prove per una pena esemplare, che faccia epoca: c’è la psicologa che scuote la testa se qualcuno prova sommessamente a dire che contro Sempio ci sono solo degli indizi del peso di quelli che hanno portato alla discutibile condanna di Stasi; c’è il giornalista che accusa gli autori delle prime indagini di averle fatte malissimo.

Se viene ricordato che la famiglia della vittima assolve Sempio, questo parere non viene preso in considerazione sebbene possa costituire un parere di qualche rilievo per lo meno psicologico e pure morale.

 Per gli accaniti innocentisti verso Stasi e colpevolisti nei confronti di Sempio, le prove contro questo indagato  sono schiaccianti. Condannabile dunque, condannabilissimo. All’ergastolo naturalmente, come minimo; intanto l’innocente si è fatto dieci anni di carcere e va santificato anche se raccoglieva materiale pornografico pur amoreggiando con  una donna giovane e carina. Ragazzate, sciocchezze, mentre le parole scritte o dette da Sempio sono confessioni vere e proprie, condanne che si infligge da solo anticipando il sacrosanto verdetto.

Personalmente non so chi abbia ucciso Chiara, proprio non lo so, ma sono portato a non simpatizzare con chi grida crucifige da una parte e osanna dall’altra, parti intercambiabili secondo l’aria che tira.

Chi cerca di essere imparziale viene subito zittito o dalle urla becere di qualche fautore della condanna ad ogni costo del nuovo mostro,  o dalla “necessaria” pubblicità. Talora c’è un pubblico “scelto” che approva la tesi prevalente con applausi frenetici.

Tutto questo fa schifo. Vorrei non scrivere più ma sento il dovere di farlo perché questo circo mediatico è un test del malcostume odierno come gli spettali circensi che facevano vedere mera homicidia nella Roma di Seneca.

Bologna 15 maggio 2026 ore 10, 15 giovanni ghiselli

p. s.

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