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Ulrich parla alla sorella Agathe e le dice di avere sempre avuto rapporti sbagliati con le sue amanti. Erano “caricature dei miei capricci”
“In fondo mi sono sempre scelto amanti che non amavo”-
La sorella lo approva affermando che se fosse un uomo lei tratterebbe le donne in modo infido e le vorrebbe solo per distrazione o per meraviglia.
Io personalmente ho voluto le 4 o 5 migliori del mazzo erotico per confermare e potenziare la mia identità, le altre per curiosità.
“Sono ridicoli parassiti” aggiunge Agathe- “si dividono col cane la vita dell’uomo” (871). Ulrich spiega che voleva dedurre dalle amanti la sua inettitudine a un tranquillo rapporto con se stesso (872).
Cfr. Alfonso Nitti ed Emilio Brentani.
“ Se devo partecipare a qualche cosa bisogna che questa sia subordinata a un’idea. Preferirei avere la vicenda stessa già dietro di me, nel ricordo”. Ancora i personaggi sveviani.
Ulriche del resto non ha mai coltivato a lungo nemmeno le idee. Un’idea bisognerebbe amarla come una donna, dice ancora. Non essere legato a nessuna donna né ad alcuna idea mi ha fatto disimparare a prendere sul serio la vita. Preferisco leggerla semplificata in un romanzo, ma nel viverla la trovo antiquata, prolissa e priva di nessi logici. Gli uomini talora fingono di essere felici come i bambini che saltellano tra i fiori ma sono capaci di sbudellarsi tra loro a sangue freddo.
Agathe domanda al fratello se conosca il mito del Simposio platonico, nella sezione che Platone attribuisce ad Aristofane: quello della creatura unica divisa in due. Poi arrossì vergognandosi di avere dubitato di quella conoscenza tanto nota nel fratello colto.
Quindi lamenta che il mito si legge in tutti i libri di scuola, ma questi non spiegano perché le due disgraziate metà non riescano a ricongiungersi. Lo spiega Leopardi nella Storia del genere umano ricavando comunque il motivo dal testo platonico.
Il fratello risponde che “nessuno sa qual è, fra le tante che vanno attorno, la metà che gli manca”. Si fanno dei tentativi e magari nasce un figlio che però diventa una terza metà poi questo mette al mondo a sua volta una quarta metà. Così l’umanità continua a dimezzarsi fisiologicamente. I due fratelli scherzano proclamandosi gemelli.
Poi Ulrich raccoglie in un unico fascio il mito, la poesia, l’infanzia, l’amore: in tutto questo noi mettiamo tanto sentimento che comporta mancanza di comprensione, di logica e di realtà (878)
Il vuoto in una stanza accresce l’acustica di un ago che cade. Il vuoto tra le persone aumenta la forza attrattiva di tutto quanto è falso e storto che diventa una mostruosa tentazione cui non abbiamo nulla da opporre.
Ulrich poi ricorda l’esuberanza e l’attivismo della prima gioventù, il tentativo di entrare nel cuore delle cose che presto però ributtano al margine.
Il fratello maggiore continua a parlare aggiungendo qualche parola seducente.
Agathe disse: “Essere fratelli non basta!”
“Essere fratelli gemelli”, replicò Ulrich.
“Fratelli siamesi” mormorò Agathe
“Benissimo, fratelli siamesi”, ripeté Ulrich.
Agathe poi su addormentò e Ulrich si ritirò nel suo studio. Fatasticava sulla sintonia tra un fratello e una sorella siamesi concresciuti davvero in tutto e per tutto. Pensieri di un cervello ozioso in un’arida stagione
Bologna 6 maggio 2026 ore 17, 48 giovanni ghiselli
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