Il procuratore con il titolo di direttore di banca Leo Fischel aveva dimenticato di rispondere a un invito del conte Leinsdorf, quindi non era stato più invitato rammaricandosene poiché aveva una figlia, Gerda che avrebbe potuto ricavare vantaggio dalle conoscenze fatte in quell’ambiente elevato. Sua moglie Klementine proveniva da una famiglia di alti funzionari che spesso hanno più figlioli che quattrini.
Intanto in tutta l’Europa di levava lo spirito del nazionalismo e con esso un’ondata di aggressioni agli Ebrei. La ragione e il progresso venivano spodestati da teorie razziali e da parole d’ordine ciniche.
Leo era di origine ebraica e il pregiudizio razziale gli nuoceva anche agli occhi della moglie. Del resto i due non si amavano e Leo non si trovava a a proprio agio più in ufficio che in casa.
Oggi le cose sono così complicate che un uomo in fondo può muoversi a proprio agio in un solo terreno e per lui era quello delle cambiali e dei depositi
Gerda aveva 23 anni e il padre voleva provvederla di un buon marito. Ma la ragazza frequentava dei cristiani antisemiti che non avevano la possibilità di farsi una posizione e Leo sopportava quell’andirivieni di amici, come Ulisse i proci, poiché Gerda era il raggio di sole della sua vita.
Invero Odisseo non sopporta a lungo i proci.
Leo e sua moglie Klementine non andavano d’accordo ma avevano il preconcetto di essere legati l’uno all’altro. La vita è fatta per una buona metà non di azioni bensì di teorie che si adottano per proprie e anche dall’accumulo di quello che si è sentito dire: “Atqui nulla res nos maioribus mais inplicat quam quod ad rumorem componimur, optima rati ea quae magno adesensu recepta sunt” ( Seneca, De vita beata, I, 3), eppure non c’è cosa che comporti mali peggiori del conformarsi alla diceria comune considerando ottimo quanto viene accolto da più largo consenso.
Questi due coniugi avevano in testa una catasta di pensieri che non rappresentavano la loro opinione ma l’opinione pubblica.
Tra Leo e Klementine era venuta a galla quell’infelicità naturale che si avverte appena si smette di essere ciecamente felici.
Del resto dilagavano teorie razziali e ciniche parole d’ordine in tutto il paese. Leo si trovava a suo agio solo sul terreno delle cambiali e dei depositi. Gerda si rendeva conto dell’infelicità dei genitori “e piena di orrore e di ripugnanza immaginava la vita coniugale come un combattimento di galli nelle tenebre notturne.
Leo Fischel veniva rimproverato per avere perso l’occasione del salotto della Tuzzi e cercava informazioni che rivelassero la vacuità dell’intera faccenda. 200
Bologna 24 maggio 2026 ore 10, 09 giovanni ghiselli
p. s.
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