sabato 30 maggio 2026

Kaos. Il mito del globo di Massimo Cacciari.


 

Lo spazio del politico

 

“il concetto di spazio si riferisce intrinsecamente al problema del Politico,  quasi a costituirne una forma a priori (…) Già Aristotele ci aveva messo in guardia: il termine luogo-topos-che mostra da sé una relazione essenziale con quelli indicanti lo spazio è forse il più difficile da intendersi in tutta la Fisica (p. 15).

 

Non ho mai letto la Fisica di Aristotele del quale conosco bene solo la Poetica. Cacciari in una nota scrve  che “nel termine greco topos suona forse l’idea di ampiezza di uno spazio difficilmente determinabile. I topoi retorici formano sì un repertorio fisso, tuttavia essi assumono un significato soltanto in relazione a un ampio contesto argomentativo storico-culturale. Nella Retorica di Aristotele i topoi si mostrano appunto in tale movimento! La topologia si mostra già qui come tropologia.

Conosco la Retorica di Aristotele meno bene della Poetica e non completamente.

 

Della topologia mi sono occupato quando insegnavo didattica della Letteratura greca con laboratorio nella SSIS, Cito alcune parole di questo mio studio pubblicato dalla UTET nel volume Essere e Divenire del “Classico” Atti del Convegno Internazionale Torino-Ivrea 21-22-23 Ottobre 2003.

 

Cito un capitolo della mia metodologia

 

11. Che cosa sono i topoi. Curtius e Quintiliano. Aristotele e Cicerone. La topica è l’arte dei luoghi, ossia quella di reperire “argumenta quae tranferri in multas causas possunt” (De inventione).

 

Cerco di spiegare cosa sono i tovpoi e  come  intendo  usarli per l'educazione.

Sono luoghi comuni agli auctores da contrapporre ai luoghi comuni dei dectractores dell'humanitas .

 Curtius chiama la topica "deposito delle scorte"[1] seguendo le indicazioni di  Quintiliano[2]:"in greco si chiamano koinoi; tovpoi, in latino loci communes (...) originariamente mezzi ausiliari per l'elaborazione di discorsi; essi sono, come dice Quintiliano (V 10, 20), "miniere di argomenti per l'elaborazione del pensiero" ( argumentorum sedes ) e sono quindi utilizzabili per un fine pratico"[3]. Curtius allega un paio di esempi:"topos diffusissimo è "l'accentuazione della propria incapacità di trattare degnamente un tema"; nel panegirico, "la lode degli antenati e delle loro gesta" è un topos".

L'autore di  Letteratura europea e Medio evo latino  aggiunge che "Nell'Antichità si approntarono intere raccolte di simili topoi. L'insegnamento dei topoi, chiamato topica, venne trattato in scritti appositi"[4]. Insomma:"nell'insegnamento della retorica, anticamente la topica costituiva il deposito delle scorte" [5].

Aristotele ha scritto Ta;; topikav [6] che Cicerone ha rielaborato (molto) in forma epistolare all'amico Trebazio nel breve trattato Topica ad Trebatium[7]. La topikhv è l'arte dei luoghi, ossia di reperire gli argomenti[8]. Un'arte necessaria in quasi tutte le circostanze della vita.

 Cicerone la definisce:" disciplinam inveniendorum argumentorum…ab Aristotele inventam" (I, 2), il sistema per trovare gli argomenti scoperto da Aristotele. 

L'Arpinate nei Paradoxa Stoicorum [9] cataloga tra i loci anche i paravdoxa degli Stoici. I luoghi comuni di una scuola filosofica dunque possono essere, al contrario, paradossi rispetto al pensiero dei più.

Nel De inventione Cicerone aveva definito i loci communes: "argumenta quae transferri in multas causas possunt" (2, 48), argomenti che si possono utilizzare per molte cause. Sono strumenti del parlare e dello scrivere”.

 

Per quanto riguarda l’argomento dello spazio che “si riferisce intrinsecamente al Politico” come leggiamo nelle prime righe di questo capitolo di Cacciari, aggiungo che lo spazio, la vastità dello spazio dove operare riguarda anche l’educatore che vuole essere maestro di popoli interi compresi i politici professionisti. Scrivo molto ogni giorno quando vedo che mi leggono im molti in tutte le parti del mondo.

 

Bologna 30 maggio 2026 ore 11, 58 giovanni ghiselli

 

Ricordo con affetto e gratitudine l’educatore Edgar Morin che mi ha insegnato molto. Sono  uno dei suoi tantissimi allievi.

Ti sia lieve il suol, caro maestro.

 

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Questi miei non pochi allievi devono anche a Edgar Morin quanto hanno appreso da me.

 

 

 

 

 

 



[1] E. R. Curtius, Letteratura europea e Medio Evo latino  (del 1948), p. 93

[2] Maestro di retorica, tenne la prima cattedra statale di eloquenza per volontà di Vespasiano. Visse fra il 35 e il 97 ca d. C. L' Institutio oratoria in dodici libri uscì nel 96 d. C.

[3]E. R. Curtius, Letteratura europea e Medio Evo latino  , p. 81. Più precisamente Quintiliano definisce i loci in questo modo"loos appello argumentorum sedes, in quibus latent, ex quibus sunt petenda " (V, 10, 20), sedi di argomenti dove essi sono riposti e dai quali si devono ricavare. 

[4] Curtius, Op. cit., p. 81

[5] Curtius, Op. cit. p. 93.

[6] Iniziati nel tempo del primo soggiorno ad Atene (366-347) e conclusi ad Asso dove il filosofo si recò dopo la morte di Platone (347 a. C.).

[7] Del 44 a. C.

[8] In inglese topic significa appunto “argomento”.

[9] Proemio, 4. L'operetta è del 46 a. C.


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