II 27. Natura e sostanza di una grande idea
La grande idea di Diotima era affidare al prussiano Arnheim la direzione della grande azione patriottica. Anche Ulrich le aveva fatto impressione ma non lo riconosceva, e lo dichiarava immaturo sebbene lei fosse più giovane. Dunque decise di compatirlo ma anche di aiutarlo. Lo avrebbe lasciato collaborare.
II 28 Un capitolo che può essere saltato da chi non tiene in gran concetto la meditazione.
Non c’è nulla di più difficile in letteratura che descrivere un uomo che pensa. Credo che facilmente lo scrittore gli attribuisca i propri pensieri.
Ulrich elucubra pensieri sull’acqua.
“Secondo i Greci il mondo e la vita erano sorti dall’acqua. L’acqua era un dio Okeanos. Più tardi si inventarono le ninfe, gli elfi, le ninfe, le sirene. Sorsero templi e oracoli lungo le sue rive”. Mi fermo qui perché sono pensieri generici e confusi oltre che oziosi
Il capitolo si chiude con parole relative a una primavera fuori stagione, dissepolta in pieno autunno.
II 29 Spiegazioni ed intermittenze di un normale stato di coscienza p. 108
Arriva Bonadea, l’amante che si sentiva trascurata dall’amante e aveva sensi di colpa nei confroni del marito al quale diceva mezze verità che agevolavano la menzogna: gli raccontava che incontrava un’interessante studioso in casa di un’amica. Ulrich aspettava che Bonadea si rivestisse dopo avere fatto l’amore e “sentiva di nuovo che di lei gli importava poco” Bonadea non si spicciava e Ulrich pensava a Walter che era geloso senza ragione poiché Clarissa che non suscitava la sua concupiscenza, dato che non desiderava le donne degli amici. Walter era l’amico dall’infanzia e una volta aveva detto di lui: “Ulrich fa con la massima energia soltanto le cose che non ritiene necessarie”
Ulrich pensò che questo si poteva dire di tutti
Walter spendeva piccole monete di sentimento d’oro e d’argento, mentre Ulrich operava più in grande con assegni di pensieri con su scritte cifre imponenti, ma in fondo non era che carta. Ricorda l’amico come un ragazzo dolce e bruttino con le gambe non belle. Walter non ricambiava le visite di Ulrich che tuttavia vuole tornare a trovarlo: “Che cosa me ne importa?”
Bonadea però non si sbrigava. Spiandola vide che aveva smesso di vestirsi. Bonadea voleva suscitare una reazione e prendeva tempo leggendo un libro. Ulrich si sentì irritato
II 30 Ulrich ode le voci p. 111
Gli viene in mente una fase del processo a Moosbrugger.
Vide davanti a sé il falegname e i suoi giudici.
Il giudice presidente pone vario domande a Moosbrugger. L’ultima è se abbia provato rimorso.
Al falegname per vecchia esperienza di galera viene in mente che bisogna fingere rimorso.
Il giudice gli obietta che al commissariato ha detto di non sentire rimorso ma solo ira e parossismo.
Moosbrugger non esclude che allora nutrisse altri sentimenti.
Il presidente gli domanda come può avere avuto paura della Hedwig dato che lui è un omone.
L’nquisito risponde che quella era diventata carezzevole e lui se la immaginava ancora più perfida delle altre che fanno quel mestiere. Sono grande e grosso ma in certe situazioni anche un vigliacco.
Il giudice gli rifaccia le sue zuffe violente con i compagni nel cantiere dove lavorava. Moosbrugger risponde che la sua brutalità è sempre stata una reazione all’ingiustizia. Quindi aggiunge di essere rimasto deluso del fatto che i giudici non sanno come vanno davvero le cose.
Il presidente si è sprofondato negli atti.
Il procuratore generale sorride e dice: “Ma la Hedwig era una ragazza del tutto innocua!”
“A me non sembrava tale!” replica Moosbrugger
Il presidente lo accusa del fatto che scarica sempre la colpa sugli altri
Il capitolo si chiude con una domanda del procuratore generale: “Dunque perché l’ha accoltellata?” p. 112
Il capitolo successivo (II, 31) inizia con il dubbio se Ulrich avesse assistito quell’udienza o ne avesse lento un resoconto o avesse udito delle voci. Questo è un dubbio che può venire anche a noi quando seguiamo l’intricato caso mediatico di Garlasco tanto sono inverosimili certe accuse e certe difese dettate dall’interesse
di chi le presenta.
Bologna 10 maggio 2026 ore 17, 55 giovanni ghiselli
p. s.
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