giovedì 14 maggio 2026

Musil L’uomo senza qualità, 10- II 37 e II 38


II, 37

Un pubblicista inventando “l’anno austriaco”  procura grandi fastidi al conte Leindorf. Sua Signoria vuole Ulrich a tutti i costi.

 

L’imprecisione ha il potere di elevare e di ingrandire. L’anno austriaco piaceva alla gente perché lasciava una facoltà di revoca: tanto non era per l’eternità.

Il promotore dell’impresa voleva la collaborazione di Ulrich ma questo non si faceva vivo e il conte Leinsdorf non  sapeva dove trovarlo. Si rivolse a Diotima ma questa disse che non ne aveva l’indirizzo e suggeriva un nuovo e molto migliore individuo cioè Arnheim.  Leinsdorf dichiarò che un prussiano non gli serviva e chiese aiuto al capo della polizia per scovare Ulrich

 

II 38

Clarisse  e i suoi dèmoni.

Clarisse Walter suonavano il piano quando giunse un fattorino con un boglietto di Ulrich che annunciava la sua visita. Walter disse “Peccato!”

Clarisse fece un sorriso che a Walter parve crudele e le increspò le labbra dandole un’espressione sensuale. I due coniugi suonavano come due locomotive lanciate fianco a fianco. Walter pensava che la musica fosse il linguaggio dell’eterno che unisce tutti gli uomini. Sperava di riconquistare Clarisse che gli si negav da tempo  e lui non voleva usarle violenza, anzi voleva piegarla dolcemente  verso di lui. Ma Clarisse aveva intorno a sé oltre Walter anche Ulrich e Moosbrugger di cui Ulrich le aveva parlato a lungo. La giovane donna pensava che bisognerebbe suonare eternamente. Già da ragazzina si sentiva chiamata a compiere una grande missione, opere titaniche ma non sapeva quali. Poi sperò che Walter sarebbe stato un genio più grande di Nietzsche. Ulrich le aveva regalato le opere complete del filosofo. Seguirono lotte inaudite con Walter. Si sentiva ostacolata; “Serpi, lacci, viscidume; così scorre la vita” e così presero a scorrere i suoi pensieri. La salvava la musica. Pensava a Moosbrugger: il mostro gli appariva come un bel giovane e lei che gli stava accanto era una bellissima donna dal corpo morbido e dolce come un buon vino meridionale, non  restio come era il suo corpo. A 15 anni voleva salvare Walter. Ma poi il matrimonio lo aveva inondato di luce molesta. L’incendio gigantesco divampante fino al cielo era scaduto a una fiammella di focolare che non vuole ardere. Le note di Walter erano incerte eppure lui voleva legarla con un figlio. Era la loro lite di tutti i giorni. Non amava Walter ma si sentiva accesa da lui come una lampada. Quando le era vicino si sentiva luminosa e preziosa, mentre Walter voleva sempre chiudere gli scuri. Era notte: il piano era nero, le loro ombre erano nere ma nella bocca di Walter contorta dal dolore lo smalto di un dente brillò come avorio.

Bologna 14 maggio 2026 ore 16, 42  giovanni ghiselli

 

p. s.

Questo interesse dei Viennesi per il mostro Moosbrugger nel 1913 si sta rinnovando nella nostra società invasa dalla violenza che spaventa e pure attrae.

Ecco perché i media hanno creato e dato in pasto al pubblico due “mostri” accusati a turno di avere massacrato una ragazza indifesa. Il successo dei tornei oratori serali è assicurato e dopo 18 anni e 9 mesi il caso è ancora lontano dalla soluzione.

 

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