Ieri sera altri plotoni di esecuzione contro Andrea Sempio. Nelle discussione prevalgono sempre i prepotenti cioè quelli che gridano di più, quelli che interrompono spesso mentre affermano che non lo fanno mai, e recitano scene cariche di pathos.
Gli educati, i sommessi, quali sono in genere i difensori di questo secondo capro espiatorio, vengono interrotti e zittiti quando cercano di parlare con calma.
Ribadisco che non so chi abbia ammazzato Chiara. I rumorosi prepotenti invece lo sanno e cercano di anticipare un secondo verdetto di condanna di un altro giovane.
Stasi è stato condannato sulla base di indizi mai chiariti del tutto e ora smontati dai suoi difensori. Adesso il circo mediatico vuole la condanna di Sempio in seguito a indizi che non sono più gravi di quelli per i quali l’indiziato precedente viene tenuto galera da dieci anni. Un’enormità se innocente.
Se lo è, cosa possibile, oggi c’è il rischio che l’errore venga ripetuto con il danno di Sempio che comunque è già danneggiato. Quello che manca negli urlatori è la compassione oltre l’educazione. Una compassione, o per lo meno comprensione, che non abbraccia nemmeno la madre, il padre e il fratello della ragazza massacrata. Sono stati danneggiati e hanno sofferto più di tutti ma alle loro parole si dà scarsa importanza.
Bologna 13 maggio 2026 ore 10, 57 giovanni ghiselli
p. s.
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