martedì 26 maggio 2026

Musil 27- L'uomo senza qualità, II 56

I comitati dell’Azione Parallela lavorano alacremente.

Clarisse scrive a Sua Signoria e propone “l’anno di Nietzsche”.

 

La procrastinazione e i temporeggiatori.

 

L’Azione Parallela procede procrastinando cioè rimane sempre molto indaffarata ma non avanza. Sua signoria il conte Leinsdorf  quando doveva decidere procrastinava, poiché la procrastinazione è una formula fondamentale dell’edificio della nostra vita e il ritmo del progresso assomiglia a un bue con le ali.

Ma sarebbe male burlarsi di queste consuetudini burocratiche poiché fuori dagli uffici si procrastina ancora di più. Nella storia dell’umanità non si è mai cancellata del tutto e neppure del tutto conclusa una frase. Negli uffici qualcosa si perde mentre nel mondo non si perde mai nulla.

 Clarisse scrisse a Sua Signoria nominando l’amico Ulrich e  proponendo con una lettera la proclamazione di un anno austriaco di celebrazioni nicciane. Chiedeva anche un intervento per Moosbrugger che come Nietzsche era malato di mente.

Leinsdorf  mostrò  la lettera  a Ulrich imbarazzato e gli suggerì di mostrare  la lettera a Diotima.

 

Per quanto riguarda un caso di procrastinazione oramai ventennale tenete conto dell’efferato assassinio di Chiara a Garlasco. Eravamo nell’agosto del 20007. Ne parlavo con la madre mia. Ieri sera una giornalista che parla sbracciandosi e spalancando la bocca ha notato che l’indagato Sempio ha attribuito l’abominoso aggettivo di “stronza” alla vittima fornendo ai giudici un forte indizio di odio verso la povera ragazza, quindi un buon motivo per una sentenza severa.

Tempo fa c’era una campagna mediatica contro Alberto Stasi che poi è stato condannato a 16 anni di galera; oggi si vorrebbe lo scagionamento di questo giovane e si ripete la parola ergastolo accusando del femminicidio Andrea Sempio. Si deve procrastinare sempre e tirare per le lunghe il più possibile per diversi motivi: la distrazione dell’attenzione da tante  difficoltà a partire dalla spesa quotidiana perfino per il cibo, gli introiti pubblicitari per le trasmissioni televisive, la diffamazione della magistratura fallace.

Insomma oggi è Andrea Sempio l’unico uomo che può risollevare le sorti temporeggiando.

 

Quinto Fabio Massimo e Kutuzov  i temporeggiatori storici

Cicerone è un ammiratore di Quinto Fabio Massimo. L’oratore cita questi esametri degli Annales di Ennio che raccontavano la storia di Roma dalle origini al 178 a. C. Molto meglio degli Spartani Callicratida che perse la battaglia delle Arginuse (405), e di Cleombroto, il re che perse quella di Leuttra (371) fu Fabio:

Quanto Q. Maximus melius! De quo Ennius:

unus homo nobis cunctando restituit rem.

Non enim rumores ponebat ante salutem.

Ergo postque magisque viri nunc gloria claret” (De officiis, I, 84).

 

Tolstoj presenta molto positivamente il temporeggiare di Kutuzov che ebbe del resto non pochi denigratori: “ Proprio lui, il temporeggiatore Kutuzov, il cui motto è pazienza e tempo, il nemico delle azioni decisive, dà battaglia a Borodino…Questa figura semplice, modesta, e perciò veramente grande, non poteva essere calata nella falsa forma dell’eroe europeo, presunto condottiero di uomini, che la storia ha inventato. Per il lacchè non può esistere un grand’uomo, poiché il lacchè ha un concetto tutto suo della grandezza” (Guerra e pace, pp. 1630- 1631)

 

 

Tolstoj presenta molto positivamente il temporeggiare di Kutuzov che ebbe del resto non pochi denigratori: “ Proprio lui, il temporeggiatore Kutuzov, il cui motto è pazienza e tempo, il nemico delle azioni decisive, dà battaglia a Borodino…Questa figura semplice, modesta, e perciò veramente grande, non poteva essere calata nella falsa forma dell’eroe europeo, presunto condottiero di uomini, che la storia ha inventato. Per il lacchè non può esistere un grand’uomo, poiché il lacchè ha un concetto tutto suo della grandezza”[1].

Bologna 26 maggio 2026 ore 11, 40 giovanni ghiselli

p. s.

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[1] Guerra e pace, pp. 1630-1631.


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