Questa è un’altra menzogna da denunciare. Se dalle parti del Polo nord gli orsi muoiano di caldo o di fame non so. Sono invece certo che dove vivo io, tra Bologna e Pesaro il riscaldamento non c’è. Se c’è altrove, dunque non è globale. Sulla mia pelle anzi ho verificato un raffreddamento locale. Ora siamo a metà maggio e a Bologna nelle ore meno fredde si arriva intorno ai 15 gradi. Da laudator temporis acti me puero quale sono (laudator non puer) ricordo che a Pesaro negli anni Cinquanta e Sessanta a metà maggio era già in atto la stagione estiva con tanto di capanni in funzione, ombrelloni e mosconi.
Che ci siano ancora giornate calde, anche parecchio calde, è vero, ma sono poche. Ne abbiamo già avute alcune gradevolmente calde, ma quanto a oggi immagino che sulla spiaggia di Pesaro saltellino o svolazzino solo gabbiani infreddoliti e affamati. Bambini in costume non credo, non ce li vedo.
Questa menzogna contraddetta dalla temperatura reale, oggi senz’altro ma non solo oggi, a che cosa serve? A vendere aggeggi che producano un freddo contro natura, automobili elettriche, e vesti autunnali indispensabili anche in luglio quando si va sudati in un supermercato o in un cinema se non si vuole prendere la polmonite entrando protetti soltanto dalla maglietta di cotone . Del resto se un colpo uccide dei vecchi pensionati questo serve al sistema. Dunque viene maledetto il caldo che favorisce la vita e benedetto il freddo che la indebolisce e talora la uccide.
Il riscaldamento globale per giunta è un diversivo che si presta a chi vuole addossare le proprie colpe o mancanze ad altri, perfino ai fatti della madre natura. Intanto si moltiplicano le guerre.
Bologna 15 maggio 2026 ore 13, 34 giovanni ghiselli
p. s.
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