venerdì 22 maggio 2026

Musil 18. L’uomo senza qualità II, 45, 46, 47. - 45: Tacito incontro di due vette solitarie

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Un giorno che il marito non era in casa, Diotima vi si trovò sola con Arnheim. Allora la bella donna ebbe una visione inconsueta che turbò il suo pudore: la casa deserta dove mancava suo marito, il capodivisione Tuzzi “le parve un paio di calzoni che Arnheim avesse infilato” (175)

Comunque in lei risplendette il sogno meraviglioso di un amore in cui anima e corpo fossero una cosa sola.

E lui, avvezzo a trattare da uguale i magnati della finanza americana, ricevuto da imperatori e re, il nababbo in grado di pagare ogni donna a peso d’oro, era affascinato da Diotima che era soltanto la moglie di un pur alto impiegato. Per questo non so che, è giocoforza usare ancora una volta la parola anima (p.176).

 Eppure è una parola che i giovani non possono pronunciare senza ridere. Perfino Diotima e Arnheim, non si sentivano di dire la mia anima senza associarla a un’altra, o senza aggettivi.

Come descriverla? L’essenziale non è quello che si ha davanti, si tocca, si vede.  E’ uno spazio cieco, tagliato fuori, al di là dello spazio colmo.

L’etimologia la fa derivare dalla radice indoeuropea *anem- che ha dato in gtrco ajnem- in latino anim-. Quindi a[nemo~ (vento) anima (sofio vitale) animus (animo, spirito, principio intellettivo). L’italiano anima si presta a molte interpretazioni.

 Né Arheim né la Tuzzi avevano mai amato. Lui temeva di essere interessante per il suo denaro e dava denaro invece che sentimenti. Allora però delle forze mostruosamente superiori a quelle umane, affini alle stelle, si misero in movimento dall’uno all’altro. In simili istanti non ha importanza quello che si dice 177.

 

Musil II  46  Idealità e morale sono i mezzi migliori per colmare il gran buco che si chiama anima

 Un mezzo che uccide l’anima e ne fa tante piccole scatole di conserva per il pubblico consumo è sempre quello di mescolarla con la ragione, le convinzioni, l’azione pratica.

Tutte le religioni, le morali, le filosofie hanno messo l’anima in scatolette.

 Per esempio se l’uomo è tormentato da crisi di fede, perseguita gli infedeli, se è torturato dall’amore si sposa. Solo i pazzi e i maniaci possono resistere a lungo in mezzo al fuoco dell’entusiasmo.

La Tuzzi scosse Arnheim quando disse un’Austria mondiale.

 

Musil II 47 Arnheim, in una sola persona, è quel che sono tutti gli altri separatamente.

Il “grande uomo” sapeva parlare a ognuno nella sua lingua e sapeva conversare  su ogni argomento anche con gli specialisti.

Il suo eloquio era calmo, signorile, scorrevole, un poco malinconico come un ruscello ombreggiato da cupi cespugli  e la sua loquacità appariva ineluttabile. Le sue letture e memorie erano di una vastità fenomenale e conosceva ogni persona importante dell’aristocrazia inglese, francese, giapponese.  Poteva usare con gli scienziati le più precise espressioni tecniche delle loro specialità.

 

Sua signoria, il conte Leinsdorf , un giorno prese in disparte Ulrich e gli disse con dispiacere che l’aristocrazia non aveva più quali precettori persone che finiscono nell’enciclopedia come una volta. Questi mentori poi introducevano nei palazzi i migliori artisti

Con le scuole per tutti, i nobili prendono la laurea e i precettori sono diventati mediocri. Una volta i grandi precettori indirizzavano le energie dei giovani alla caccia dell’arte e della cultura, oltre che del fagiano.

 

Cfr. Isocrate l’Areopagitico (del 356 a. C.)

L'età giovanile è quella della torbidezza spirituale: i ragazzi sono pieni di desideri e devono educarsi prendendo buone abitudini e compiendo fatiche che comportano gioia (43). Attività buone che costino fatica e diano soddisfazione. La paideiva va conformata ai mezzi di cui ciascuno dispone. I più poveri venivano indirizzati all'agricoltura e al commercio:" ejpi; ta;" gewrgiva" kai; ta;" ejmporiva"" (44). Gli abbienti invece si dedicavano alla ginnastica, ippica, caccia, e alla filosofia.  

 

 Poi Leinsdorf dice a Ulrich: è stato quel funesto anno ’48 che ha diviso la borghesia dalla nobiltà con danno di entrambe (p. 182).

 

Il nostro ’68 invece aveva avvicinato gli studenti figli della borghesia, gli studenti universitari,  al proletariato, ma per molti è stata solo una moda sorella della morte. Prima della metà degli anni Settanta era già al tramonto. Con l’uccisione di Pasolini poi quella di Moro era defunta del tutto. I più tra gli ex sessantottini hanno cercato di sistemarsi nelle zone alte o presunte tali della borghesia. Pochi ci sono riusciti. Gli altri, quelli rimasti borghesi molto piccoli, hanno ripreso a detestare il proletariato.

 

Ulrich menziona  Arnheim  e paragona la sua cultura a un arcobaleno  . : “Lui parla di amore e di economia, di chimica, di viaggi in canoa, è uno scienziato, un possidente e un borsista, in una parola “ lui è in una persona sola quello che noi siamo separatamente, e questo ci fa stupire.

La nuvola del cosiddetto progresso l’ha scodellato in mezzo a noi”.

 

Leinsdorf conclude dicendo che Arnheim è una personalità interessante (p 182).

 

Bologna 22 maggio 2026 ore 18, 05 giovanni ghiselli

p. s.

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