sabato 23 maggio 2026

Musil L’uomo senza qualità 20. II 49- Incipienti contrasti tra vecchia e nuova diplomazia.


 

 Sono chiacchiere prive di concretezza ma con qualche lampo di intelligenza

 

Diotima vedeva “il mistero dell’insieme” con l’intelligenza di un artista che vede realizzato il sogno della sua vita. Il capodivisione Tuzzi con i suoi baffetti e gli occhi orientali pareva un tagliaborse levantino di fronte ad Arnheim che aveva l’aspetto di un armatore di Brema.

Il Ministro degli esteri aveva informato Tuzzi sulle preoccupazioni di Sua Maestà che aveva detto in dialetto viennese. “Uffa, non mi va di essere cacciato avanti”. 187

Arnheim dichiarò di non essere informato sull’atteggiamento della corte di Prussia. Si sentiva abbottonato come un  uomo politico che parla di affari di Stato con tono grave e freddo.

Insomma c’è uno stile governativo e uno stile di vita.

 Diotima disse che voleva ottenere un grande risultato spirituale. Arnheim voleva soprattutto continuare a frequentare Diotima.

La donna domandò se ci fosse qualcosa di così grande e importante da doverla realizzare a tutti i costi.

Arnheim domandò se potesse essere la religione. Tuzzi sorrise e Diotima protestando contro quel sorriso disse: “perché no? Anche la religione”.

Tuzzi obiettò che Dio era fuori moda. Quindi aggiunse: che cosa altro c’è? La naizione? Lo Stato?

Arnheim aggiunse: “La scienza? La cultura? Rimane l’arte che dovrebbe rispecchiare l’unità della vita e il suo ordine interiore

Ma oggi l’arte ci offre un quadro di anarchia generale. Stendhal, Balzac e Flaubert hanno mostrato l’epopea della nuova vita sociale e sentimentale meccanizzata;

Dostoevskij, Strindberg e Freud hanno rivelato i demoni del subcosciente; e noi abbiamo la sensazione che non ci rimanga più nulla da fare 189.

Tuzzi disse che quando voleva leggere qualcosa di solido prendeva Omero oppure Peter Rosegger (un contemporaneo che contrapponeva gli antichi valori contadini al mondo industriale).

 

Arnehim rilanciò suggerendo di aggiungere la Bibbia.

 Omero con la Bibbia e Rosegger o Reuter sono ottimi, ma un nuovo Omero non c’è poiché noi non ne abbiamo bisogno. Se ne avessimo bisogno ci sarebbe

Arnheim ormai era in sella e galoppava. “Omero e Cristo non sono stati raggiunti, tanto meno sorpassati; non c’è niente di più bello del Cantico dei Cantici: il Gotico e il Rinascimento stanno dinanzi al moderno come un paesaggio alpestre sta davanti a una pianura (190).

La poesia di Goethe sembra modesta vicino a quella di Omero.

Ma bisogna arrivare alla forza intima della nostra vita, il che significa che

il problema della civiltà si può risolvere soltanto con il cuore. La ragione non ha saputo fare altro che indebolire il grande passato e ridurlo al liberalismo (p. 190). Ma forse le nostre misure sono troppo piccole”.

Sono chiacchiere, non da bar ma comunque prive di concretezza e di un metodo.

Le oscure visioni di Arnheim affascinavano Diotima: il pessimismo in fatto di arte la liberavano da molte bellezze  che in fondo non le piacevano Il giudizio negativo di Arnheim sui tempi moderni fu per lei un sollievo. E pensò con gratitudine che la malinconia di Arnheim fosse in qualche modo legata a lei

Bologna 23 maggio 2026 ore 11, 07 giovanni ghiselli

 

p. s. Statistiche del blog

All time2188241

Today1779

Yesterday1213

This month59293

Last month82730

 

 

 


Nessun commento:

Posta un commento