Leggiamo alcune parole del quotidiano “la Repubblica” di oggi e poniamo alcune domande almeno a noi stessi:
“Israele, il divieto shock”
Impedito al cardinale Pizzaballa di celebrare la messa al santo Sepolcro: “Ragioni di sicurezza”
l’ira della Chiesa, il governo convoca l’ambasciatore. Nethanyhau ci ripensa: accesso immediato” Titolo e sottotitolo nella prima pagina
Quindi il titolo a pagina 15
“L’ira di Meloni e Tajani
Violata la libertà di culto”
Convocato l’ambasciatore
Coro di proteste del governo per lo stop imposto al patriarca latino”.
Commento
Questo va bene: il cardinale Pizzaballa merita per lo meno tutto il rispetto dovuto a una persona perbene compresa la libertà di culto.
Premesso questo, pongo la prima domanda: non meritano altrettanto rispetto le bambine i bambini le donne e gli uomini inermi trucidati a decine di migliaia? Ancora un paio di domande: perché l’ira del governo non si è fatta sentire contro questo crimine efferato? Perché non si è alzato un coro di proteste del governo contro questo genocidio?
Nella fase iniziale anzi, lo sterminio è stato perfino approvato da alcuni governativi come se il crimine precedente, quello del 7 ottobre, l’avessero compiuto le bambine e i bambini, le donne, i vecchi e tutti gli altri inermi ammazzati, e questa mattanza degli innocenti fosse un contrappasso.
Se la coalizione di sinistra non farà errori politici clamorosi, tale comportamento del governo lo farà cadere alle prossime elezioni, forse anche prima.
Bologna 30 marzo 2026 ore 17, 16 giovanni ghiselli
p. s.
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